La città si divide sulla scelta «Bene se porta altri studenti»

18 Luglio 2018

CHIETI. Anche la città si divide sul nuovo nome dell’università d’Annunzio. Ciò che subito impressiona è che dopo i tanti no arrivati sia da Facebook che da una parte della politica cittadina, tra la...

CHIETI. Anche la città si divide sul nuovo nome dell’università d’Annunzio. Ciò che subito impressiona è che dopo i tanti no arrivati sia da Facebook che da una parte della politica cittadina, tra la gente il nuovo nome non suscita tanto scalpore. E anche chi dice no, ci tiene a specificare che non ci sono motivi campanilistici dietro alla propria scelta. «Preferirei che non si aggiungesse “Adriatico” perché credo che si possa fare confusione. Mi sembra un po’ troppo dispersivo, tutto qua», dice il neoingegnere teatino Dario Francione. «Non c’entra niente con il campanilismo Chieti-Pescara», aggiunge il teatino Massimiliano Trave, «ma io penso che non ci sia necessità di mutare il nome della nostra università. Quello che ha va benissimo. Tanto più che è intitolata a un personaggio storico come Gabriele d’Annunzio che è già di per sé simbolo di cultura. Quanto al campanilismo, da teatino l’ho vissuto solo a livello sportivo. Ma fuori dagli stadi non ha più senso». Il nome lo cambierebbe, invece, l’autista della Panoramica Gianluca Masciulli: «Se può servire, come dice il rettore, ad attirare nuova utenza, allora ben venga l’integrazione. Chieti soffre molto il calo di studenti, oltre che quello demografico in generale. La politica dovrebbe impegnarsi per valorizzare il territorio e per far sì che non si perdano studenti e residenti». Anche Adriana Zappacosta, teatina di Madonna del Freddo, che ha una figlia studentessa alla d’Annunzio, cambierebbe il nome: «Se può servire ad attirare più studenti, va bene», dice, «certo i problemi in università sono tanti».