La commissione va deserta Febo rimane senza numeri

27 Gennaio 2024

Slitta ancora la seduta per i lavori del consiglio, il verbale sul tavolo del prefetto Pesante l’assenza di Pd e polo civico, De Lio (Udc): «Così le attività sono ingessate»

CHIETI. Il primo consiglio comunale del 2024 fa fatica a riunirsi. Mancano i numeri già dal passo prima dell’incontro in aula: cioè dalla commissione dei capigruppo che deve stabilire la programmazione dei lavori del prossimo consiglio. Ieri mattina, il presidente dell’assise civica Luigi Febo è stato costretto a mettere nero su bianco che la commissione, già slittata una volta, è andata deserta.
Come da regolamento di seduta, alle 11, mezz’ora dopo l’orario di convocazione che era alle 10.30, Febo ha provveduto all’appello: pesante l’assenza dei capigruppo di maggioranza, quali Pd e polo civico. Chiusa la commissione, le intenzioni del presidente del consiglio sono quelle di mettere il verbale della seduta sul tavolo del prefetto Mario Della Cioppa. Per i pochi presenti ieri mattina la seduta deserta è la dimostrazione della spaccatura della maggioranza e dalla maretta che ruota attorno al presidente del Consiglio Febo. «C’è una precaria tenuta della maggioranza dimostrata in questi ultimi giorni», sottolinea il consigliere di minoranza Mario De Lio (Udc), «è opportuno che la stessa maggioranza decida cosa deve fare perché così facendo continuano ad ingessare le attività consiliari le quali sono un dovere per la legislatura e quindi, indipendentemente dalle loro beghe, hanno obbligo a mantenere i numeri legali, visto l’onere e l’onore decretato dalle urne. Noi di minoranza abbiamo il compito di fare opposizione e controllo: questo è il nostro dovere».
Se i nervi tesi dell’opposizione sono all’ordine del giorno per la maggioranza, non passano inosservati i commenti della coalizione. «Il presidente Febo deve fare mente locale e capire se le azioni che fino ad adesso ha intrapreso hanno suscitato reazioni nei consiglieri», commenta il consigliere e capogruppo del polo civico Vincenzo Ginefra, assente alla commissione «per motivi lavorativi». «Si stanno verificando episodi che dimostrano che Febo sta perdendo il consenso del consiglio comunale. Si dovrebbe chiedere il perché», continua Ginefra, «il suo impegno in campagna elettorale lo distrae dai suoi compiti istituzionali, lui è la figura chiave dell’amministrazione».