La corona ritrovata torna dopo tre anni dalla sua Madonna

Atessa, festa in chiesa per la comunità di Monte Marcone Il monile consegnato dai carabinieri che hanno indagato
ATESSA. «Oggi è un giorno di festa per tutta la parrocchia. Questa corona è un simbolo e ci ricorda che la Madonna è regina grazie alla sua fede e umiltà». Con queste parole don Claudio Pellegrini, parroco della chiesa di San Vincenzo Ferrer a Monte Marcone, ha dato il via, venerdì sera, alla sentita cerimonia di riconsegna della corona in argento con placcatura in oro, trafugata quasi tre anni fa. Presenti alla cerimonia i carabinieri di Atessa che hanno svolto le indagini, trovato il responsabile del furto e riconsegnato la corona fatta a pezzi e già venduta a un compro oro.
«Un plauso va ai carabinieri di Atessa e in modo particolare ai marescialli Giampiero Proietti e Antonio Nizza che con intuito e velocità hanno risolto il caso», ha sottolineato il sacerdote. E sono stati i sottufficiali Nizza e Proietti a riconsegnare nelle mani del parroco la corona ricomposta e adagiata su un cuscino. Presenti alla cerimonia anche il comandante della compagnia di Atessa, il capitano Marco Ruffini, e il comandante della stazione, il maresciallo Filomeno Semeraro. «Un ringraziamento va a tutti i carabinieri che anche hanno risolto anche altri casi di vandalismo che si sono verificati a Monte Marcone», ha aggiunto don Claudio. Era il 22 ottobre del 2015 quando un giovane di Lanciano entrò in chiesa e rubò la corona. Dopo la denunzia di don Claudio, immediatamente scattarono le indagini. Nel giro di pochi giorni i carabinieri arrivarono all’autore del furto e alla refurtiva che, nel frattempo, era stata tagliata e venduta a un compro-oro dell’area frentana. I pezzi della corona sono stati rifusi da un orafo napoletano che ha ricreato la forma del precedente manufatto. Le spese sono state sostenute da una benefattrice. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Giulio Borrelli e gli assessori Giovanna Ceroli e Pasqualino Zaccardi. «Madonna della Valle», ricorda don Claudio, «è il nome scelto per affidare a Maria la zona industriale, per invocarla come Madonna dei lavoratori. Un nome per indicare che alla dimensione cristologica e “giuseppina” del lavoro, fatta di sacrificio e nobilitazione della persona, deve accompagnarsi quella mariana, fatta di ascolto, socializzazione e disponibilità. Un nome per chiedere a Maria di guidare chi lavora verso Gesù Cristo, per imparare da lui il senso del vivere e del lavorare». La statua lignea che rappresenta la Madonna della Valle è stata scolpita in legno a Ortisei, in Val Gardena, a somiglianza delle antiche statue abruzzesi ed è stata benedetta da papa Benedetto XVI il 22 aprile 2009. Venerdì, dopo la cerimonia della riconsegna della corona, c’è stata la processione con la benedizione della Valle.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

