La Corte dei Conti boccia il bilancio Asl

15 Marzo 2015

Dopo il Mef i giudici contabili, il manager Zavattaro traballa. Nuovo caso di lunghe attese al Cup

CHIETI. Dopo il Mef (ministero dell’Economia e delle Finanze) la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, incassa anche la bocciatura della Corte dei Conti che contesta i bilanci dell’esercizio 2012-2013. Irregolarità che potrebbero far perdere la poltrona al direttore generale Francesco Zavattaro se, entro i 60 giorni previsti dalla legge, non provvederà a correggere gli errori e a rientrare nei ranghi seguendo alla lettera le indicazioni della giustizia contabile.

Un preoccupante déjà vu per il manager di scuola bocconiana che poco più di un mese fa ha dovuto incassare i rimproveri del Mef per una lunga lista di irregolarità. Errori disconosciuti dal dg, ma che ora tornano a bersagliarlo con le delibere 13 e 14 lanciate come siluri dalla Corte dei Conti. Un’analisi dettagliata e impietosa che evidenzierebbe i medesimi errori elencati nella relazione stilata dagli ispettori del ministero. «Irregolarità e criticità sotto il profilo contabile» per le quali la Corte chiede un «controllo collaborativo» sui chiarimenti non forniti e sugli errori non corretti da Zavattaro. Nel lungo elenco anche la progressiva chiusura in negativo dei bilanci: 2010, meno 11mln e 475 mila euro; 2011, meno 589 mila euro; 2013,meno 8 milioni e 896 mila euro. Intanto la gestione del servizio Cup torna a infiammare le proteste degli utenti. A farsi portavoce dell’odissea di un paziente di Lanciano arrivato al policlinico per timbrare una impegnativa è l’associazione «Nuovo senso civico». Un racconto surreale quello del paziente che arriva al Cup alle 11,30, un’ora prima della visita, ma che riesce a timbrare la richiesta solo dopo un’attesa di tre ore e in piedi. Quando ottiene il «lasciapassare» trova però l’ambulatorio chiuso. Solo per caso, all’uscita dell’ospedale, incontra un medico di quell’ambulatorio che stava per prendere servizio nel pomeriggio. Il paziente riesce a consegnare l’impegnativa, ma quando esce, alle 15, è costretto a tornare alla macchina a piedi perché il servizio navetta si ferma alle 13,30.