La De Meis diventa arancione: è polemica

Nuovo colore sulla facciata dell’ex biblioteca. La Provincia ammette: effetto non desiderato, ci sono i tempi per cambiare
CHIETI. Parte della facciata dell’edificio ex biblioteca De Meis, di fronte ai tempietti romani, è diventata di color arancione: una scelta cromatica della Soprintendenza ministeriale Beni architettonici e paesaggistici. Proseguono così i lavori di ristrutturazione dello stabile e scoppia la polemica in merito alla scelta di uno stile che in tanti, in queste ore, trovano quantomeno discutibile. Anche perché la parte di facciata ricostruita in arancione si erge accanto alla porta d’ingresso di una delle strutture più importanti della nostra città (visto anche che essa si trova in uno degli ingressi cittadini, che conduce chi viene da fuori in pieno centro storico).
UNA QUESTIONE DI GUSTO. Specularmente alla parte di edificio che ha destato scandalo sorge invece l’altra sezione, di cui al contrario si è “salvato” lo stile originario costituito da mattoncini a vista. Il palazzo infatti, costruito in pieni anni ’30, riproduce perfettamente il motivo architettonico del “razionalismo italiano”, uno stile ispirato dal quel Movimento Moderno, nato in Europa e che puntava al rinnovamento radicale dei principi, dei caratteri e dell’approccio progettuale nell’architettura.
LE REAZIONI. A sollevare il caso, per primo, è stato Fabio Di Pasquale, presidente dell’Old Motors Club Abruzzo e attivissimo sul mondo dei social web. Ecco cosa ne pensa, ponendo all’attenzione la mancanza di coordinazione stilistica soprattutto fra i palazzi del centro storico: «È uno scandalo, siamo derisi da chiunque venga a trovare la nostra città. Nessuno si chiede che cosa stiano combinando? Non ci vuole un Renzo Piano per capire che si potrebbero adattare gli stili cromatici dei palazzi tra loro». E prosegue: «Per anni quel posto è sprofondato nella sporcizia e rimasto fra le macerie. Danni di cui non si sa ancora chi siano i responsabili. Per non parlare dei libri che erano lì a marcire e che dei volontari della Protezione civile e non solo hanno portato in salvo». Il tutto mentre prosegue anche il progetto di riqualificazione dell’immobile, che prevede la restituzione di quegli spazi ai giovani a fini aggregativi e culturali. Un’iniziativa portata avanti dal Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti con il coordinatore del Comitato Giampiero Perrotti. Che sul caso “in arancione” dice: «La scelta stilistica è stata della Soprintendenza, che io sappia. Come anche è stato deciso sulla pavimentazione esterna del terrazzo che circonda lo stabile. Probabilmente i mattoncini a vista sono stati eliminati per motivi di sicurezza».
L’ADDETTO AI LAVORI. Ecco cosa ne pensa, invece, l’architetto e tecnico della Provincia, Francesco Faraone, che spiega la situazione: «Il colore è stato scelto dalla Soprintendenza. Ma il lavoro è frutto di un impasto tra intonaco per la facciata e colore, che uniti probabilmente hanno provocato un effetto non desiderato». Poi rassicura: «Anche a me il colore venuto fuori ha destato qualche perplessità, ma quel che conta è il parere di chi vive la città: ci sono i tempi per riflettere e modificare, avvertirò l’impresa che sta continuando a fare i lavori». Poi la conferma sulla questione “mattoncini a vista”: «Abbiamo dovuto eliminarli perché pericolanti e irrecuperabili». (e.r.)

