La denuncia: siti contaminati a Punta Penna

11 Ottobre 2020

L’ambientalista Celenza: sostanze tossiche oltre i limiti nelle acque di falda in un’area industriale

VASTO . Arsenico, ferro, idrocarburi totali, nitriti e manganese (fino a 80 volte il limite). Queste sostanze, per le quali i valori riscontrati nelle analisi di prova delle acque sotterranee superano le cosiddette concentrazioni soglia di contaminazione, sono state rinvenute nei siti di due aziende della zona industriale di Punta Penna. A renderlo noto è l’associazione civica Porta Nuova di Vasto che da anni mantiene i riflettori accesi sulla qualità dell’aria e su altre problematiche di quell’area. «La situazione ambientale di Punta Penna presenta, com’è noto, tanti lati oscuri. Crediamo che una maggiore informazione sia una questione di pubblico interesse», attacca Michele Celenza, presidente del sodalizio, «i siti di due aziende sono inseriti nell’elenco dei siti potenzialmente contaminati, allegato alla delibera della giunta regionale n.1033 del 28 dicembre 2018. Dopo una lunga e macchinosa opera di accesso agli atti, siamo anche in grado di indicare almeno per una delle due aziende le sostanze per le quali i valori riscontrati nelle analisi di prova delle acque sotterranee superano le cosiddette concentrazioni soglia di contaminazione (Csc). Sono: arsenico, ferro, idrocarburi totali, nitriti, manganese (fino a 80 volte il limite)». L’associazione a questo punto chiama in causa il Comune che, con cinque anni di ritardo, ha chiesto alle due aziende di procedere alla cosiddetta caratterizzazione del sito, vale a dire, all’esecuzione di indagini ulteriori sulle acque di falda. «Al di là degli eventuali risvolti penali della situazione, che qui non ci interessano», continua Celenza, «si pongono due questioni: la prima riguarda il Comune: dal sollecito che ha inviato, con cinque anni di ritardo, è trascorso ormai un altro anno. Il testo unico dell’ambiente prevede che, qualora i soggetti responsabili della contaminazione non provvedano direttamente, le procedure e gli interventi debbano essere realizzati dagli uffici comunali e, laddove questi non provvedano, dalla Regione. Sia il Comune che la Regione continuano a far finta di niente. Quanti anni ancora vogliamo aspettare?». Il presidente di Porta Nuova ricorda che, «in seguito ad un analogo caso di potenziale contaminazione della falda per la presenza di piombo e cloruri, il comune di Vasto emise nell’aprile 2012 un’ordinanza con la quale intimava ad una ditta che aveva progettato l’installazione di una centrale a biomasse, l’immediata sospensione dei lavori». Ma proprio da una delle due aziende di Punta Penna finite nel mirino dell’associazione arrivano alcune puntualizzazioni. «Abbiamo inviato una lettera alla Regione con cui chiediamo di essere rimossi dall’elenco, in quanto le evidenze tirate fuori dalle autorità competenti hanno detto che il nostro sito non è inquinato».