La diciottenne Sara uccisa da una malattia rara al cuore

28 Aprile 2016

CHIETI. A stroncare la giovane vita di Sara Zagaria è stata, con grande probabilità, una displasia aritmogena del ventricolo destro. Si tratta di una malattia non comune, geneticamente determinata,...

CHIETI. A stroncare la giovane vita di Sara Zagaria è stata, con grande probabilità, una displasia aritmogena del ventricolo destro. Si tratta di una malattia non comune, geneticamente determinata, non facile da diagnosticare, se non con esami approfonditi.

Una grave anomali che può manifestarsi a ogni anno di età e che purtroppo è in grado di provocare un’aritmia mortale.

Secondo i medici la patologia è una delle maggiori cause di morte improvvisa nei giovani e negli atleti.

È quanto ha scoperto il medico legale, Cristian D’Ovidio, che ha portato a termine ieri pomeriggio al policlinico Santissima Annunziata l’autopsia sul corpo della bella diciottenne di Andria morta lo scorso 25 aprile a Chieti Scalo, dove era andata per trascorrere qualche giorno in compagnia dell’amico andriese, studente universitario alla d’Annunzio. D’Ovidio ha prelevato diversi campioni da analizzare, servirà, dunque, ancora un po’ di tempo per avere il quadro clinico completo, anche se le indicazioni arrivate dall’esame autoptico parlano già molto chiaramente.

In una seconda fase, quando saranno arrivati tutti i risultati degli esami ordinati, D’Ovidio passerà a valutare l’operato dei due dottori della Guardia medica che avevano visitato la ragazza poche ore prima della morte.

I due medici sono finiti nel registro degli indagati della Procura che ha aperto un’indagine con un’ipotesi accusatoria di omicidio colposo.

I due medici (B.R. e D.P.L. le loro iniziali), uno dei quali assistito dall’avvocato teatino Roberto Di Loreto, avevano visitato sabato sera la giovane che accusava uno stato di malessere, associato a un senso di vertigine.

Svolte le indagini cliniche del caso, avevano deciso di rimandare la diciottenne nell’appartamento di viale Benedetto Croce dov’è morta la mattina dopo. (a.i.)