La fascia del sindaco sulla bara «Claudio, la meriti più di tutti»

17 Luglio 2022

Folla nella chiesa di San Gabriele dell’Addolorata per l’ultimo saluto a Piccinini, morto a 60 anni I ricordi del parroco, dell’Impavida e del primo cittadino. Il feretro portato a spalla dai colleghi d’aula

ORTONA. «Ringraziamo il Signore per questa bella testimonianza di vita come padre, marito e come fedele servitore della sua amata città»: è così che don Jean Bosco introduce la figura di Claudio Piccinini, operaio morto lo scorso venerdì a 60 anni per un malore in casa. Da due settimane era stato rieletto consigliere comunale e proprio ieri avrebbe dovuto insediarsi in occasione del prima seduta dell’assemblea civica, che però il lutto cittadino indetto dal sindaco Leo Castiglione ha rimandato facendo rinviare anche tutti gli eventi legati alle feste estive di ieri.
La chiesa che Piccinini frequentava, San Gabriele dell’Addolorata nel suo adorato quartiere di Fonte Grande, era strapiena. Presenti tutte le realtà a cui Claudio si dedicava con amore e dedizione. Il gruppo di sostenitori dell’Impavida Ortona, con le loro magliette blu e la loro sciarpa posate anche sulla bara di legno chiaro. Dal fondatore dell’Impavida, padre Camillo D’Orsogna, assente al rito, è arrivato un messaggio di cordoglio alla famiglia. Presente tutto il consiglio comunale con le forze di maggioranza e di minoranza, la polizia municipale con lo stendardo del Comune, i rappresentanti di carabinieri e guardia di finanza.
Nella breve, semplice ed emozionante omelia il parroco ha detto: «La domanda che ci viene da porre è: Perché? Perché tanta sofferenza e tanto dolore? Solo avendo fiducia nel Signore, chiedendo e accogliendo il suo spirito, possiamo essere certi che Claudio è solo fisicamente lontano da noi, ma sarà sempre accanto a noi, nei nostri cuori, nelle nostre menti e nelle nostre anime. Dovunque andremo lui sarà lì e ci veglierà con la sua bontà e umiltà». Poi il sacerdote ha dato un suo ricordo di Claudio: «Era una persona sempre presente nella vita della parrocchia, aveva buoni rapporti con tutti, riusciva a volere bene e a farsi volere bene da tutti quelli con cui creava un dialogo o un contatto, fino alla settimana scorsa, quando era festa, ci eravamo salutati e avevamo parlato di tante cose. La prima volta che ci siamo conosciuti durante la prima ondata di pandemia, mi è venuto a trovare, l’ho fatto sedere e abbiamo parlato di tante cose da fare sia per la parrocchia che per questo quartiere che amava».
Alla fine della celebrazione ha preso la parola una rappresentanza del gruppo di tifosi “Dragoni” dell’Impavida: «I ricordi sono tanti, tutte le partite insieme, le trasferte, le gioie, le incazzature e gli aneddoti ma oggi non riusciamo, ti vogliamo bene». Il sindaco, commosso, ha raccontato come Claudio sia stato «un uomo che voleva vedere la sua città sempre più bella e raggiante. Da anni faceva le campagne di raccolta dei rifiuti nei punti remoti della città. Il mio rammarico è di averlo conosciuto troppo tardi, solo nel 2017. Claudio doveva insediarsi oggi nel consiglio comunale e questo e tante altre cose non siamo riusciti a farle insieme. Rappresentavi quelli che erano i valori della bontà, umiltà, impegno e serietà e per questo come ultimo regalo ti do la mia fascia da sindaco perché la meriti di più di tutti».
Poi il lungo applauso finale mentre il feretro veniva portato a spalla dai suoi colleghi con cui doveva continuare a rendere bella la città che lui amava e per cui si è sempre speso.
Domenico Pietrangelo
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