«La fede di Vito veicolata con i suoi scritti»

L’addio a Moretti, docente, scrittore e poeta. Il parroco: con sé portava sempre un libricino di preghiere
CHIETI. «Vito era una persona giusta. Un uomo ricco di una fede che ha saputo veicolare attraverso i suoi scritti e il suo insegnamento. Verso di lui, sempre aperto al dialogo con tutti, la nostra comunità non può che nutrire davvero tanta riconoscenza». Così don Domenico Melchiorre, parroco della chiesa di Sant’Anna, durante i funerali di Vito Moretti, docente universitario, scrittore e poeta, da tanti anni affabile e puntuale punto di riferimento per tanti giovani autori abruzzesi. Uomo di grande cultura, proprio il suo amore per l’Abruzzo ha rappresentato il filo conduttore della sua esistenza come ricordano tanti amici e colleghi che gremiscono la chiesa. Un legame particolare con San Vito Chietino, città dove Moretti era nato 70 anni fa e dove, dopo essersi trasferito a Chieti, tornava comunque molto spesso. Alla sua città ha dedicato anche teneri e incisivi versi, promotore di diversi scambi culturali, per lui diversi prestigiosi riconoscimenti e soprattutto, intatta negli anni, una grande passione per l’insegnamento. Docente di discipline letterarie presso la d’Annunzio, ha formato diverse generazioni di studenti, molti dei quali hanno voluto portargli un ultimo saluto già nella giornata di domenica presso la camera ardente allestita presso l’ospedale Santissima Annunziata.
«Le anime dei giusti sono nelle mai di Dio», ha proseguito don Domenico rivolgendosi in particolare alla moglie Lida e ai figli Masino e Ileana, «e ricordo come Vito, durante le funzioni religiose, teneva sempre con sé un libricino di preghiere che forse custodiva dall’infanzia. Un segno di semplicità e radicati valori cristiani in una persona colta e di grande sensibilità che, con il suo talento, ha saputo arricchire ogni ambiente che ha frequentato». Senza mai dimenticare le proprie radici. (g.ren.)
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