La ferrovia fino al porto: ora il progetto si può fare

Finanziate le opere da 12 milioni che renderanno possibile l’intervento di Rfi Gli imprenditori: Punta Penna sarà punto di riferimento per tutto il centro Italia
VASTO. Via libera all’impiego di 12milioni di euro stanziati dal Cipe per l’allungamento di 200 metri del molo sovraflutto e per l’allargamento di 35 metri della banchina di levante. La notizia arrivata a Punta Penna dalla Regione è stata accolta con sollievo dagli imprenditori dell'associazione Oasi. Grazie alle opere finanziate, potrà finalmente diventare realtà l’intervento programmato da Rfi che, con un proprio un stanziamento di 20 milioni di euro, realizzerà il prolungamento ferroviario fino alla banchina. Il porto di Vasto si avvia ad assumere il ruolo di protagonista della logistica intermodale del centro Italia. «L’utilizzo dei 12 milioni è un passo in avanti», affermano gli imprenditori, «per rientrare, a pieno titolo, tra i caselli portuali dell’autostrada del mare del Mediterraneo». Superati gli ultimi ostacoli legati all’affidamento dello studio dei rilievi delle correnti del bacino portuale, la Regione potrà procedere alla progettazione esecutiva delle opere e all’affidamento dell'intervento.
«Per Punta Penna», afferma l'associazione Oasi, «si apre un nuovo scenario, anche in vista delle novità che riguardano l’investimento legato alla realizzazione della piattaforma del centro di spedizione e smistamento Amazon e al progetto Snam che farà base proprio a Vasto, oltre che per il sistema produttivo locale delle aziende». In base a uno studio della società specializzata Pooleng, commissionato dall’Arap, si valuta un risparmio sui costi di logistica della sola Sevel (che potrebbe trasferire parte dei furgoni da Salerno a Vasto) di 7,5 milioni di euro annui, oltre ai benefici ambientali e di sicurezza, relativi alla razionalizzazione e riorganizzazione del traffico delle merci. «Siamo già al lavoro con le istituzioni», fa sapere Pietro Marino, referente di Oasi, «per studiare soluzioni utili al reperimento di ulteriori risorse necessarie al completamento definitivo di tutti gli interventi previsti dal Piano regolatore portuale. Queste consentirebbero al porto di Vasto un ulteriore salto di qualità infrastrutturale, di valenza strategica per l’intera area. La visita del premier Giuseppe Conte sarebbe stata sicuramente l’occasione utile per chiedere, anche al Governo, maggiore attenzione per questa infrastruttura indispensabile per evitare la delocalizzazione delle realtà industriali di Vasto-San Salvo, Val di Sangro e Termoli e nei poli produttivi del nord della Puglia. È necessario l’impegno di tutti per arrivare a disporre di un porto in grado di accogliere navi di 220 metri di lunghezza. Solo così si razionalizzeranno i costi della logistica, e Vasto tornerebbe competitiva e attrattiva per nuovi investimenti produttivi, anche in considerazione della Zes, assicurandosi lo sviluppo del traffico merci, il transito turistico e l’attivazione di linee container».

