La Finanza festeggia i 250 anni con l’Anffas

18 Giugno 2024

“Fiamme gialle oltre le barriere” è il nome dell’installazione artistica simbolo dell’inclusione

CHIETI. “Fiamme gialle oltre le barriere”: è il nome dell’installazione artistica inaugurata nel centro educativo-ricreativo Rosa blu, sede della fondazione Anffas (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo) di Chieti.
Numerose autorità militari, civili e religiose, insieme a operatori, volontari e familiari degli utenti della struttura hanno partecipato all’evento, presentato dal giornalista Paolo Castignani. La presidente Erika Toto ha espresso profonda gratitudine al comando provinciale della guardia di finanza di Chieti e al colonnello Michele Iadarola per aver commissionato l’opera – lamierato in acciaio Corten – ora collocata nelle aree verdi del complesso: «È un simbolo permanente della continua attività di sostegno tra le due realtà», spiegato Toto.
Progettata dal luogotenente Massimo Lopo del nucleo di polizia economico-finanziaria di Pescara e realizzata gratuitamente dalla “Nuova Ctl” di Miglianico, “Fiamme gialle oltre le barriere” rappresenta, idealmente, il superamento delle barriere e l’inclusione.
Il colonnello Iadarola ha presentato l’inno ufficiale della fondazione, il brano “Non Avere Paura…Di Te”, una melodia composta, nella musica e nel testo e interpretata live dallo stesso autore, appuntato Giorgio Di Pietrantonio del Comando Provinciale Chieti.
Momenti di grande commozione hanno accompagnato la svelatura dell'imponente manufatto (alto circa 3 metri e 300 chili di peso), successivamente benedetto dal cappellano del comando regionale della guardia di finanza, don Antonio Zimbone.
Dopo lo spontaneo tributo riconosciuto ai due militari artisti e ai rappresentanti dell’azienda realizzatrice, si è conclusa le cerimonia che, come ribadito dal comandante provinciale, «nella ricorrenza dei 250 anni dalla costituzione della guardia di finanza, non poteva esserci occasione migliore per esaltare la vocazione sociale del Corpo, concretizzata in un'opera d'arte contemporanea di grande pregio, che ne rappresenta un segno tangibile della vicinanza alle persone con disabilità ed alle loro famiglie. Un monito a superare ogni barriera e a costruire una società più inclusiva e solidale».
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