La frana avanza, appello fondi alla Regione

Famiglie sgomberate, l’assessore Di Naccio: «Bisogna intervenire subito su smottamento e casa»
LANCIANO. «Stiamo facendo il possibile per risolvere il problema della frana a Madonna del Carmine e per far tornare le due famiglie evacuate nelle loro case. Ma non è facile, servono fondi che stiamo cercando di ottenere». L’assessore ai lavori pubblici Antonio Di Naccio rassicura le due famiglie che sono state costrette a lasciare la propria abitazione in seguito all’ordinanza di sgombero firmata dal sindaco Mario Pupillo emessa perché la frana che da circa due mesi ha colpito la contrada, è arrivata addirittura a lesionare le fondamenta dell’abitazione, mettendone a rischio la stabilità.
«Continuiamo a monitorare la frana», spiega Di Naccio «perché non si arresta. Abbiamo chiesto l’intervento della Regione per ottenere fondi per l’emergenza. Oggi (ieri per chi legge, ndc) abbiamo inviato in Regione un progetto stilato sulla base delle perizie fatte fino a ieri. Serve una duplice azione: sulla frana e sull’abitazione. Bisogna fare un intervento per sistemare i pozzi drenanti che blocchino la frane e sistemare le sottofondazioni alla casa. Lavori da fare assieme, sia dal punto di vista temporale che fisico, cioè con i privati. Anche le famiglie dovranno collaborare economicamente perché non si possono accollare tutte le spese al Comune, che a sua volta chiede fondi alla Regione. Aspettiamo ora la risposta dell’ente che arriverà a breve visto il carattere di urgenza dell’intervento».
Ma il nuovo fronte frane che si è aperto in una città che ha il 5% del territorio a rischio smottamenti, non è solo a Madonna del Carmine, ma anche a Santa Giusta. «Stiamo monitorando una vecchia frana che è “ripartita” nella parte bassa della contrada», dice l’assessore, «e qui c’è l’abitazione di una famiglia. Abbiamo fatto già una perizia e stiamo redigendo il progetto per intervenire». Ma a Santa Giusta il fronte frane è molto lungo. La Provincia ha fatto degli interventi dal 2004, ancora non conclusi. Ci sono 4 rimesse agricole in bilico tra la terraferma e il vuoto dopo lo smottamento successivo all’alluvione del novembre 2013. Si attendono fondi. I primi 400mila euro della Regione del 20 dicembre scorso devono essere incassati ma non bastano per fare almeno tre interventi urgenti: a San Biagio, dove ci sono voragini e crepe dal 2005 e che si allargano; a Madonna del Carmine e Santa Giusta.
Teresa Di Rocco
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