La frana sfiora le case «Viviamo un incubo»

Lanciano, crolli a pochi metri dalle abitazioni di Santa Giusta
LANCIANO. Il costone continua a franare e trascina con sè alberi, legnaie e box delle famiglie. La frana arriva a 4 metri da una dozzina di case. I collaudi di lavori di messa in sicurezza fatti 10 anni fa non ancora effettuati. È la situazione drammatica a Santa Giusta, versante Gunite, e denunciata da Pierluigi Vinciguerra, presidente della sezione lancianese di Italia Nostra e residente nella zona. Alla denuncia seguirà un esposto in Procura, per via dei lavori che la Provincia ha fatto più di 10 anni fa nell’area ma che non ha mai collaudato e che, quindi, sono rimasti nell’abbandono più totale. Nella contrada, zona rossa ad altissimo rischio idrogeologico, lavori di messa in sicurezza sono stati fatti nel 2004-2005: mai ultimati, hanno subito dei cedimenti. Nell’ultimo mese poi, come precisa Vinciguerra, si sono verificati ulteriori cedimenti frontali con arretramento del ciglio della scarpata. «C’è uno scivolamento continuo del terreno», spiega Vinciguerra, «con sradicamento del sottobosco e scorrimento delle sabbie sottostanti per un fronte di circa 60 metri. È un movimento attivo e continuo. Dopo le ultime nevicate, poi, ci sono stati crolli e distacchi che il Comune fatica a verificare perché le strade per raggiungere queste zone sono inaccessibili. Che monitoraggi si fanno? Qui si vive nell’incubo delle frane».
Lo sfogo arriva dopo che il Comune ha sì presentato il progetto complessivo di messa in sicurezza di 2.660.249 euro sul versante della Gunite e della parte dove c’è il centro abitato di Santa Giusta, ma ha deciso di partire con i lavori dalla zona della chiesa. Ci sarà un 1° lotto di 1.500.000 euro di fondi regionali che riguarderà la frana attiva sulla zona della chiesa, dove da oltre 30 anni non si interviene e si è arrivati a dover sgomberare due case. «Ma la frana maggiore e il fronte più lungo è dalla Gunite a scendere verso la chiesa», ribadisce il presidente di Italia Nostra, «ci sono almeno 12 abitazioni interessate dagli smottamenti, un muro ha ceduto, quattro cantine sono cadute giù assieme a parte della macchia mediterranea. I soldi vanno spalmati su tutto il versante e non concentrati solo sull’area vicino alla chiesa. Qui è giusto intervenire perché ci sono stati due sgomberi, ma i soldi vanno divisi, spalmati su tutto il versante». La coperta, insomma, è sempre troppo corta, soprattutto a Santa giusta dove sono tre le frane attive: versante Gunite, vicino alla chiesa e versante Morena. Servono fondi che, secondo Italia Nostra, il Comune può intercettare solo se la Provincia chiude i 27 cantiere aperti nel 2003-2004 per il consolidamento delle aree a rischio idrogeologico (7.250.000 euro). «Sono passati oltre 10 anni», chiude Vinciguerra, «e i lavori della Provincia a Santa Giusta attendono di essere ultimati. Quelli fatti, poi, non sono collaudati e sono stati abbandonati con buona grazia anche del latitante progettista e direttore dei lavori. Se non si chiudono quei cantieri il Comune non può accedere ad altri fondi per la messa in sicurezza delle aree a rischio idrogeologico, che a Lanciano sono molte». Sono 9 le zone rosse tra cui anche Madonna del Carmine, dove il Comune ha fatto sgomberare alcune case perché spaccate dalle frane.
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