«La giunta si svegli per l’adesione ai bandi»

1 Marzo 2023

ATESSA. «Ogni occasione è buona per far polemica. Questa volta è toccato ai contributi stanziati all’unanimità dal consiglio regionale. Chissà come potrebbe essere Atessa se l’amministrazione...

ATESSA. «Ogni occasione è buona per far polemica. Questa volta è toccato ai contributi stanziati all’unanimità dal consiglio regionale. Chissà come potrebbe essere Atessa se l’amministrazione comunale utilizzasse lo stesso tempo per governare, studiare e declinare progetti per partecipare a nuovi e più sostanziosi bandi invece di attendere regalie da altri». Così la Lega di Atessa che stigmatizza il post pubblicato dal gruppo consiliare “Movimento per Atessa Unita” sul contributo del consiglio regionale al Comune di Lanciano per interventi al PalaMasciangelo e all’impianto sportivo Di Meco.
«Siamo rammaricati che un sindaco come Giulio Borrelli, che amministra la città dal 2017, non comunichi ai suoi come funzionano determinate procedure all’interno del consiglio regionale e supporti la sterile e infondata polemica innescata dal suo gruppo consiliare sui contributi regionali». La Lega di Atessa guidata Mariacarla Cattafesta, vuole fare chiarezza sulla questione sostenendo: «I contributi stanziati dal consiglio regionale, in virtù di una legge statale, fanno parte della legge di bilancio che è stata recentemente approvata in cui tutti i consiglieri regionali, sia di maggioranza che di opposizione, hanno lavorato per arricchire la lista di enti pubblici e associazioni che ne potevano beneficiare. Ovviamente non sono stati finanziati tutti i Comuni abruzzesi ma solo una piccola parte, molti dei quali amministrati anche dal centrosinistra. Mentre la maggior parte dei contributi sono andati ad associazioni sportive, culturali, assistenziali e tra queste, proprio grazie all'assessore regionale Nicola Campitelli, alcune sono proprio del nostro territorio».
La Lega raccoglie la provocazione e rilancia: «Come mai i consiglieri regionali di riferimento dell'amministrazione comunale, che pure hanno gestito una buona parte delle risorse, non ne hanno destinato una parte al territorio? Forse sono due le risposte: la prima è perché non credono sul futuro di Atessa e del territorio, la seconda è perché non si è stati in grado di creare una rete di relazioni proficua e di prossimità, lasciando Atessa abbandonata a se stessa o ad amministratori pluridelegati».
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