La Honda riparte con tutti gli 800 operai

Domani riapre lo stabilimento dopo lo stop del 21 marzo. L’azienda è stata una delle prime ad attivare il piano anti-Covid
ATESSA. La Honda è pronta a riaccogliere al lavoro, da domani, oltre 800 dipendenti. Il lockdown imposto dalle misure governative anti-Covid per la fabbrica delle due ruote del colosso giapponese dura dal 21 marzo, con la richiesta di cassa integrazione Covid dal 23 marzo. Lo stop era inizialmente previsto fino al 3 aprile, poi fino al 24 aprile e infine fino al 18 maggio. Ma la decisione di far slittare di molto la ripresa delle attività è venuta direttamente dal coordinamento europeo della multinazionale che ha scelto di far ripartire i vari stabilimenti e settori merceologici (moto, power e auto, ndc) tutti nello stesso momento.
La Honda è stata una delle prime fabbriche ad attivare il protocollo anti-Covid. È stato avviato il crisis management team, è stata intensificata l’igienizzazione dei locali comuni e sono stati incentivati ferie e smart working. Tutte le misure prese in precedenza sono state quindi confermate e intensificate. Sono stati predisposti due termoscanner per ognuna delle due gate di ingresso ed è stata migliorata la segnaletica per il distanziamento sociale. In tutto lo stabilimento resterà l’obbligo di indossare sempre la mascherina, eccetto che per le aree fumatori, dove vige un distanziamento di due metri, e mensa, dove sono state inserite lastre di plexiglass ai tavoli.
Domani ai dipendenti saranno consegnate due mascherine chirurgiche monouso; prima del termine del turno di lavoro sarà invece consegnato un kit di mascherine chirurgiche e di 8 mascherine lavabili di cotone, gel personale e altre 4 mascherine per i famigliari. Già da ieri invece tutti i lavoratori hanno ricevuto via whatsapp le regole da osservare con scrupolosità all’interno dell’azienda. Le rls aziendali hanno effettuato già dei sopralluoghi tra cui, l’ultimo, venerdì.
Domani ripartiranno le attività di sotto-assemblaggio e di approvvigionamento linea come machining, magazzino, lastratura, mentre la linea vera e propria di assemblaggio degli scooter riprende martedì. La Honda ha anche confermato tutti i contratti per dipendenti somministrati (da agenzia di lavoro interinale) e mini turno fino a fine agosto. La produzione dunque, seppur indebolita dall’emergenza Covid-19, è per il momento assicurata. Lo stabilimento di contrada Saletti ad Atessa ha lavorato fino alla seconda metà di marzo e c’è già una buona dose di prodotti nei vari concessionari europei. Nei prossimi mesi sarà da capire come ripartirà il mercato delle due ruote che generalmente raggiunge il picco massimo delle richieste proprio nella stagione estiva. Le stringenti misure anti Covid hanno tuttavia impedito finora la vendita di scooter e modo in tutta Europa perché considerati beni non di prima necessità.
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