La Lega salva Di Primio «Ma ora basta promesse»

12 Ottobre 2018

Costantini pronto a sostenere la maggioranza in crisi: però serve un piano serio Di Paolo attacca: sindaco ostaggio dei ricatti. Febo: pensa solo alle poltrone

CHIETI. La Lega offre un salvagente a Di Primio, ma detta le condizioni. Potrebbe essere il consigliere comunale Diego Costantini a fare da stampella all’amministrazione di centrodestra che si ritrova alle prese con la conta dei numeri per ricomporre la maggioranza in consiglio comunale. Dopo la seduta caduta per mancanza del numero legale, la prima dopo il ritiro delle dimissioni del sindaco di Forza Italia Umberto Di Primio, a fornire un possibile sostegno interviene la Lega, partito che, oltre a Costantini, schiera anche un assessore in giunta, Alessandro Bevilacqua.
FORZA ITALIA-LEGA. A rivelare che Costantini potrebbe garantire appoggio a Di Primio è il consigliere di Forza Italia Marco D’Ingiullo: «In una riunione, alla presenza del sindaco, dei consiglieri di maggioranza e degli assessori, abbiamo ribadito il nostro appoggio al sindaco e abbiamo concordato», dice D’Ingiullo, «di stilare un cronoprogramma di fine mandato che avalleremo con le nostre firme, compresa quella del consigliere Costantini». È un passaggio centrale: Costantini non sarebbe più, quindi, uno dei ribelli del centrodestra insieme a Stefano Rispoli e Mario Troiano, ex di Forza Italia passati al gruppo misto, a Roberto Melideo, ex assessore della prima giunta Di Primio passato all’Udc, e a Mario De Lio, sempre dell’Udc. Ma se per D’Ingiullo il sì di Costantini è scontato, non è così per il diretto interessato che frena: «Se il sindaco presenterà un programma di fine mandato dettagliato, con tempistiche certe, modi di attuazione precisi e in grado di risollevare la città, potrei sostenerlo. Se non accadrà e si andrà avanti con i soliti provvedimenti spot, allora, voterò soltanto i provvedimenti che riterrò più giusti. Sono curioso di leggere, entro fine ottobre, il documento del sindaco, poi, deciderò».
DE LIO IN AIUTO. Anche De Lio, nonostante una posizione «critica» verso la maggioranza culminata con le dimissioni da presidente della commissione bilancio, sarebbe pronto ad assicurare appoggio. Con Costantini e De Lio, Di Primio potrebbe ricostruire una maggioranza.
«SIAMO 17». Sulla tenuta della maggioranza, D’Ingiullo non ha dubbi: «Francamente solo due consiglieri si sono, in maniera netta, dissociati dalla coalizione, mentre un terzo è spesso assente», dice il consiglieri riferendosi, in ordine, a Rispoli, Troiano e Melideo, «non abbiamo sentito da parte loro un solo intervento sulle varie delibere. Posso capire che i due consiglieri siano contrari a un provvedimento, ma la loro contrarietà andrebbe motivata e non licenziata con una semplice e avversa alzata di mano. Questo comportamento è puro ostruzionismo che non gioverà al loro futuro politico. La maggioranza c’è», dice D’Ingiullo, «ed è formata da ben 17 consiglieri anziché 20 quando ne bastano 16 per licenziare un provvedimento in prima convocazione». Mercoledì, però, il consiglio è saltato: «Se a volte viene a mancare il numero legale per un’assenza giustificata, rientra nella normalità», dice D’Ingiullo, «non accettiamo lezioni dalla minoranza considerando che, durante la loro consiliatura, documenti alla mano, si andava sistematicamente in seconda convocazione».
DI PAOLO ATTACCA. Dall’opposizione risponde Bruno Di Paolo (Giustizia sociale): «Il primo consiglio dopo il ritiro delle dimissioni doveva rappresentare una risposta forte di coesione della maggioranza a sostegno del sindaco e, invece», dice Di Paolo, «il primo banco di prova si è rilevato l’ennesimo flop della coalizione. Un vero e proprio messaggio dall’inequivocabile sapore dell’avvertimento da parte di qualche partito di maggioranza, ansioso di passare alla conta e, quindi, al “peso numerico” in vista del rimpasto di giunta annunciato dal primo cittadino. Senza considerare», prosegue Di Paolo, «il solito stucchevole giochetto dei “malpancisti solitari” sempre in cerca di occasioni per rivendicazioni personali e ora, con l’approssimarsi della scadenza della consiliatura, anche posizionamenti politici di convenienza con fughe politiche in avanti. Se queste sono le premesse», conclude il consigliere, «non è difficile prevedere che, per il sindaco , questo scorcio di consiliatura non sarà certo una passeggiata e a pagarne le spese, oltre alla città, sarà anche e soprattutto la sua giacca. Tirata da tutte le parti».
FEBO: CACCIA ALLA POLTRONA. Il sindaco, ormai candidato a presidente della Provincia dopo la candidatura mancata in Regione, finisce nel mirino di Luigi Febo (Chieti per Chieti): «Di Primio è impegnato solo nella ricerca di una candidatura e non si interessa più dell’amministrazione», attacca, «la maggioranza non esiste più e a ogni votazione viene meno il numero legale».
LUNEDÌ IN AULA. Il consiglio, con lo stesso ordine del giorno e cioè il voto sul nuovo collegio dei revisori dei conti che resterà in carica fino al 2020 e sulle modifiche allo statuto del consiglio, si riunirà lunedì prossimo in seconda convocazione: con il quorum abbassato, non dovrebbero arrivare sorprese e il centrodestra potrebbe dare il via libera ai revisori con Angelo Palombizio di Pratola Peligna alla presidenza e, come componenti, Alfonso Di Sabatino Martina di Teramo e Luciana Cunicella di Vasto. I tre professionisti prenderanno il posto di Ilaria Valentini (presidente), Enza Di Domenico e Domenica Di Carlo che, a più riprese, avevano contestato i piani del Comune con pareri contrari, richiami e segnalazioni.