La lenta ripartenza con orari ridotti e consegne nelle case

Viaggio tra librerie e negozi di abbigliamento per bambini «Dobbiamo organizzarci meglio ma un po’ di paura resta»
LANCIANO. Mascherine e guanti da indossare e far indossare, gel disinfettante da mettere prima di entrare e distanze di sicurezza tracciate a terra da rispettare. Le serrande sono finalmente su per librerie e negozi di abbigliamento per bambini dopo uno stop di settimane: uno spiraglio di luce che si apre nel confinamento allungato fino al 3 maggio. Ma per i commercianti questa luce si vive divisi tra la voglia di ricominciare e la paura per il presente e soprattutto per il futuro.
In città le librerie hanno riaperto anche se con orari ridotti e senza abbandonare le consegne a domicilio avviate, spesso per la prima volta, proprio con la quarantena, mentre per i negozi di abbigliamento ci sono aperture a singhiozzo: qualche serranda è rimasta abbassata. Anche qui sono molte le consegne a domicilio. «Sono aperta di mattina, il pomeriggio lo dedico alle consegne se ci sono prenotazioni», dice Ilaria Barbati dell’omonima libreria in via Degli Abruzzi, «e ci sono ora regole da seguire per chi entra nel negozio. Come in tutti gli altri ci si deve munire di guanti e mascherina, bisogna attendere fuori dal negozio ed entrare uno per volta, usare prodotti igienizzanti per le mani prima dell’utilizzo dei dispositivi. Queste ormai sono le regole e in questi giorni di ripartenza, forse un po’ prematura, serviranno per abituarsi. Al di là di regole e testi, quello a cui noi librai dobbiamo subito pensare è riorganizzare il nostro lavoro fatto di incontri, di vicinanza e contatti. Io facevo presentazioni di libri e attività con le scuole: dovrò rivederle. Bisognerà confrontarsi con le altre librerie cittadine per seguire una linea comune e adattarci alle novità».
Anche per Alessandro Bianco, della libreria “Regina Pacis”, specializzata in articoli religiosi, gli orari di apertura sono ridotti e si andrà avanti con le consegne a domicilio. Che sia stata davvero prematura la riapertura? Per molti sì, ma può essere anche l’occasione per sistemare i locali. «Stiamo approfittando anche per fare spedizioni, controllo magazzino», dicono Maurizio e Maura Cipolla, della libreria in via Dalmazia dove alla porta sono ben visibili le raccomandazioni per i clienti (una tutela per tutti) cioè uso di mascherine e distanze di sicurezza tracciate a terra nell’ampio locale, «piano piano, però, i clienti vengono. Non siamo a pieno regime anche perché ora è arrivato il primo corriere e molti fornitori sono ancora chiusi. È un modo per ripartire; ci voleva». E i libri che vanno per la maggiore sono soprattutto quelli per bambini - narrativa e racconti - mentre per gli adulti i gialli.
Riapertura a singhiozzo, invece, per i negozi di abbigliamento per bambini. In corso Bandiera, ad esempio, è chiusa la Chicco (riapre oggi) mentre è aperto Brasile Junior. «Faccio il cambio di stagione», dice Mara Rotella, di Brasile Junior, che fuori ha sistemato gel disinfettante per i clienti e chiude la porta per regolare gli ingressi, «tolgo gli abiti da cerimonia perché purtroppo molte saltano (le comunioni di maggio sono state rinviate, ndc) ed è un ulteriore danno per noi. Ricominciamo a lavorare, ma faccio orario ridotto e consegne a domicilio perché la paura resta. Ho consigliato ai clienti di chiamarmi prima, così fisso un appuntamento in negozio e non ci sono problemi. In fondo si deve pur ricominciare».
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