La lontra torna a ripopolare il basso Sangro

Sant’Eusanio. La scoperta di Pellegrini: emozione unica per un animale tanto raro quanto elusivo
SANT’EUSANIO DEL SANGRO. «Un’emozione unica che capita poche volte nella vita, un’esperienza indimenticabile per un animale tanto raro quanto elusivo. Devo però anche aggiungere della fortuna che ho avuto a osservarla e fotografarla di giorno lo scorso 18 gennaio nel basso corso del fiume Sangro». Mario Pellegrini, direttore della Riserva naturale regionale Abetina di Rosello, che fa dell’escursionismo e della fotografia più che semplici passioni, così commenta la foto da lui scattata che ritrae una lontra con un pesce in bocca e, poco distante, un airone cenerino che osserva la scena. L’eccezionalità della foto è che ritrae la lontra, animale schivo, in pieno giorno nel basso corso del Sangro. Si tratta sicuramente di un ottimo segno, sia per il ripopolamento della zona sia perché la presenza della lontra lungo il Sangro è indice di buono stato di salute ambientale del corso d'acqua, dei suoi affluenti e del territorio circostante. Dopo quaranta anni, nel 2018-2019 la presenza della lontra nel fiume Sangro, nel tratto tra Pescasseroli e la diga di Barrea è stata confermata durante il lavoro di censimento della specie svolto dall'università del Molise. La foto di Pellegrini conferma che la “regina dei fiumi” sta colonizzando nuovamente un ampio territorio.
«La lontra era abbastanza diffusa in Abruzzo fino all’immediato dopoguerra e fino agli anni 60 sono note diverse catture e osservazioni», afferma Pellegrini. «In particolare, nel bacino del Sangro frequentava anche i più piccoli affluenti come l’Appello ad Atessa, l’Aventino, il fiume Verde di Fara San Martino, il torrente Rio Verde a Rosello e il Gogna all’interno della riserva naturale “Lago di Serranella”». Già agli inizi degli anni Settanta la specie ha avuto un declino in tutta la penisola compresa la nostra regione quando i fiumi hanno iniziato a subire manomissioni. Si presume che le ultime lontre si fossero arroccate a monte, sul medio e alto corso del bacino del Sangro. Da questa roccaforte la popolazione ha dato segni di significativo incremento, dagli anni ‘90 in poi, arrivando a ripopolare sia l’asta fluviale del Sangro che gli affluenti, fin quasi alla foce.
«La qualità ambientale delle aste fluviali dell’area Sangro-Vastese», conclude Pellegrini, «è confermata ponendo queste valli tra le più importanti aree per la biodiversità a livello regionale e nazionale».
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