La macchina per gli esami è rotta: niente visite ai malati di tumore

Guasto tecnico alla Tac Pet: appuntamenti rinviati di almeno una settimana ai dieci pazienti in lista L’attrezzo per la diagnosi di gravi patologie è in affitto e viene utilizzato solo una volta a settimana
CHIETI . Si rompe la Tac Pet e il reparto di Medicina nucleare dell’ospedale teatino è costretto a chiamare tutti i pazienti in lista per la giornata di ieri e rinviare gli appuntamenti. Comunque non prima di sette giorni, perché la Pet in affitto sui Tir è in funzione al Santissima Annunziata un solo giorno a settimana, a differenza del passato, quando lavorava due giorni su sette. Una riduzione che non è sicuramente dovuta all’assenza di pazienti.
I guasti tecnici possono sempre esserci, soprattutto se un’attrezzatura così delicata viaggia sui camion. Il macchinario, fondamentale per la diagnostica di tumori e malattie neurodegenerative, lavora a Chieti il martedì. Il Tir che trasporta il tomografo si piazza di fronte all’ingresso della centrale operativa del 118. Un altro Tir parcheggia a fianco, per fare da sala da attesa. In tanti si sono ribellati contro le difficoltà di salire e scendere da un camion, soprattutto per pazienti anziani e provati dalla malattia, senza spazi adeguati, in particolar modo in era Covid, senza idonei servizi igienici e con tante altre problematiche.
A marzo dell’anno scorso una rete di associazioni che si occupa di malati oncologici ha organizzato una protesta sul ponte di via dei Vestini, a pochi metri dall’ospedale. Una manifestazione appoggiata anche da molti esponenti politici, ma non è servito a nulla. A un anno dalla protesta non è cambiato niente. I pazienti sono ancora costretti a fare su e giù dal Tir. Ieri, però, il reparto diretto da Gianluigi Martino ha provveduto ad avvisare tutti i dieci pazienti in lista di non recarcisi, assicurando loro che avrebbero fatto il possibile per poter recuperare la seduta il prima possibile. Le associazioni della rete No Pet su Tir tornano a chiedere di acquistare, o magari anche affittare, una Pet fissa, sistemandola all’interno del reparto di Medicina nucleare. La rete è formata dalle associazioni Gaia, con la presidente Patrizia Bonora, Lory a colori, diretta da Monica Marinari, Azione Parkinson Abruzzo, coordinata da Giusy Di Bari, e Il Popolo di Chieti con Gianni Di Labio e Roberto Sambenedetto. Proprio quest’ultimo aveva preparato un progetto, da lui redatto con l’aiuto di professionisti, per installare la nuova Pet, qualora venisse finalmente acquistata, nel reparto di Medicina nucleare: «Per adeguare i locali», dice, «servirebbe pochissimo». Secondo il vertice Asl, invece, il reparto non ha standard adeguati per ospitare il macchinario. La vicenda va avanti dal 2012, da quando la Asl ha deciso di affittare il macchinario in via “temporanea”. Nel frattempo la Asl si è impegnata ad acquistarlo, ma ha subordinato l’acquisto stesso alla realizzazione di nuovi spazi, e in particolare alla costruzione di una nuova palazzina. Le associazioni, invece, chiedono di comprare subito il tomografo, di installarlo in reparto e, in seguito, se e quando saranno realizzati i nuovi spazi, di trasferirlo. Il macchinario in affitto sui camion costa mezzo milione, per acquistarlo si spenderebbe da 1,5 a poco più di 2 milioni di euro. Senza contare che, con una Pet fissa, il macchinario potrebbe lavorare 7 giorni su 7: si risparmierebbe in mobilità passiva e si incasserebbe per la mobilità attiva.
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