La madre di Dino: lotto per avere giustizia

19 Gennaio 2021

Chieti ricorda con una cerimonia il poliziotto e la moglie morti sotto le macerie dell’hotel Rigopiano

CHIETI. «Questi momenti sono tragici, io comunque cerco di andare avanti, voglio lottare fino alla fine per avere giustizia, sempre lo farò, non mi mancherà mai la forza di andare avanti e il Signore mi assista». A dirlo a Chieti durante una cerimonia di commemorazione è Loredana Lazzari, madre di Dino Di Michelangelo, il poliziotto morto con la moglie Marina Serraiocco sotto le macerie dell'hotel Rigopiano, che quattro anni fa venne travolto da una valanga seppellendo 29 persone; una tragedia che fra i superstiti vede il figlio della coppia, Samuel. Anche per il fratello del poliziotto, Alessandro, la giornata di oggi è un momento triste di commemorazione. «Ogni anno per noi il 18 gennaio è una piaga che si riapre», spiega, «si riapre condivisa perché anche l'affetto delle persone che ci vogliono bene oggi lo dimostra. È una piaga che ci portiamo 365 giorni all'anno, sempre, è sempre viva perché viviamo del ricordo di Dino, mio fratello, io lo vivo personalmente anche tutti i giorni a lavoro, perché Dino era un mio collega e quindi per me è sempre presente». Ieri mattina Alessandro e la madre Loredana hanno partecipato alle cerimonia svoltasi a Chieti dinanzi al monumento che ricorda le vittime di Rigopiano, presenti il sindaco Diego Ferrara che ha portato una composizione di rose, il prefetto Armando Forgione, il questore Annino Gargano, il comandante provinciale dei carabinieri Alceo Greco, l'arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte, una rappresentanza dei vigili del fuoco, mentre una composizione di fiori è arrivata dai colleghi di Dino Di Michelangelo dal commissariato di Osimo. «La mia riflessione è la speranza, tutto quello che mi dà la forza di avere fiducia nella giustizia», ha aggiunto Di Michelangelo», fiducia che cerco di infondere anche a mia madre tutti i giorni».