La maggioranza si salva ma Argirò dà il benservito

San Salvo, non passa la mozione di sfiducia al centrodestra che però perde pezzi Magnacca in dolce attesa come la Meloni: «Insensibili nei miei confronti»
SAN SALVO. Nicola Argirò esce dalla maggioranza, si astiene sulla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione, ma vota contro il documento a sostegno del sindaco Tiziana Magnacca e della giunta di centrodestra. L’uscita dell’ex assessore provinciale -da tempo in rotta con il gruppo dirigenziale- è il dato politico più rilevante del consiglio comunale di ieri che, come era prevedibile, ha sancito la tenuta dell’amministrazione comunale la quale, però, può contare in aula su una maggioranza risicata. I rapporti di forza sono 9 contro 8, con il voto decisivo del sindaco che a metà maggio partorirà il suo primo figlio. «Una maggioranza così non può durare a lungo», dice in aula Argirò, che ironicamente augura «buona salute a tutti, perché nessuno potrà assentarsi altrimenti mancheranno i numeri». L’esponente politico annuncia la sua uscita dalla compagine e una probabile candidatura a sindaco «con un progetto alternativo» nel 2017, quando i cittadini di San Salvo torneranno alle urne per eleggere i loro rappresentanti in Comune. La rottura tra l’amministrazione e Argirò è andata in scena ieri mattina quando in aula è approdata la mozione di sfiducia presentata nelle scorse settimane da Angelo Angelucci, Luciano Cilli, Filomena D’Addario, Domenico Di Stefano, Gabriele Marchese, Arnaldo Mariotti e Nicola Sannino.
Banco di prova per la maggioranza che, per due voti, respinge il documento politico contro il quale votano 9 consiglieri di centrodestra (compresa la Magnacca) e a favore i 7 firmatari. Si astiene Argirò che poi vota, invece, contro il documento a sostegno della giunta proposto dalla coalizione che dal 2012 amministra San Salvo. «La mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni è stata inopportuna, fuori luogo e insensibile nei miei confronti», commenta il sindaco, «è però servita a rinsaldare la maggioranza che si sta avviando verso la fine del mandato, senza contare che ho ricevuto tanta solidarietà da parte dei miei concittadini. Siamo agli sgoccioli ormai, c’è da approvare solo il bilancio. Per quanto riguarda invece la mia gravidanza, posso rassicurare tutti che mi assenterò solo per il tempo necessario. Sono un avvocato, farò come fanno le mie colleghe che, essendo libere professioniste, non usufruiscono dell’aspettativa per maternità». Durante il dibattito non sono mancati momenti di tensione, tanto da spingere il presidente del consiglio comunale Eugenio Spadano a richiamare tutti all’ordine. Gli animi si sono surriscaldati quando Stefano Battista (Forza Italia) invita i consiglieri di opposizione a dimettersi in blocco, rimediando un sonoro «fascista» dai banchi della minoranza.
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