La maggioranza traballa Di Primio appeso a un filo

1 Luglio 2018

Lo schieramento può contare solo su 15 voti sicuri, 6 restano sempre incerti Buracchio (Udc): «Se il sindaco si sente ricattato, dica come e faccia i nomi»

CHIETI. Maggioranza comunale sempre più appesa a un filo. Basta un consigliere che va in bagno e il sindaco Umberto Di Primio si ritrova surclassato dall’opposizione, con l’aiuto di parte del suo stesso schieramento. È quanto è successo nell’ultimo consiglio comunale per l’approvazione dell’emendamento per far slittare al 2019 la tassa di soggiorno. Al sindaco non è rimasto altro da fare che ritirare la delibera, per ripresentarla in un altro consiglio così come l’aveva pensata, in modo cioè che abbia efficacia da agosto, per portare nelle casse disastrate nel Comune 40mila euro da destinare alle manifestazioni. Montato su tutte le furie, Di Primio ha detto no ai «ricatti» di parte della sua maggioranza, alludendo ai consiglieri del suo schieramento che hanno proposto l’emendamento. L’accusa di essere dei ricattatori non è piaciuta ai tre promotori dell’emendamento, Stefano Rispoli (Gruppo misto), Mario De Lio (Udc) e Diego Costantini (Lega), che l’hanno rigettata con forza. I tre consiglieri si erano messi di traverso anche nel voto sul bilancio. A conti fatti, la maggioranza sembra essersi ridotta a soli 15 voti sicuri. Sono quelli dei forzisti Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Maurizio Costa, Elisabetta Fusilli ed Emiliano Vitale (anche se quest’ultimo prende spesso posizioni discordanti), degli Udc Marco Russo e Clara Ricciardi, del presidente del consiglio comunale Liberato Aceto, dei consiglieri di Identità Teatina Graziano Marino, Nicoletta Di Biase e Nicola Rapposelli, del capogruppo di Fli Marco Di Paolo, di quello di Noi Domani Franco Di Pasquale e dell’ex Ncd Stefania Donatelli. 14 voti certi, più quello del sindaco che rappresenta il 15°. Rispoli e Mario Troiano sono transitati nel Gruppo misto proprio per poter votare secondo coscienza. Costantini dice di essere in maggioranza ma di non accettare «i diktat del sindaco, non volendo votare a scatola chiusa». De Lio si dice anche lui in maggioranza «ma in posizione critica». E poi c’è l’ex Ncd Donato Tacconelli, che brilla più per le assenze in aula che per altro. Il voto di questi sei consiglieri è sempre molto incerto. E spesso va a ingrossare i numeri della minoranza, ferma ai suoi 12 membri. Con questi numeri è chiaro come basti una semplice assenza per far andare sotto la maggioranza. Per fortuna del sindaco, anche la minoranza non brilla per presenza in aula. A gettare acqua sul fuoco delle polemiche interne all’Udc ci pensa il segretario provinciale Andrea Buracchio che derubrica la spaccatura interna al suo partito come semplice «discordanza di vedute su fatti amministrativi». Buracchio però non manca di dare una bacchettata al consigliere Russo, ormai tra i “fedelissimi” di Di Primio, che «non avrebbe dovuto accettare l’incarico del sindaco di occuparsi dei tagli al sociale». Quanto ai ricatti: «Se ce ne sono, Di Primio dica quali sono e faccia i nomi». E infine se Russo, spalleggiato dalla Ricciardi, volesse prendere il comando del gruppo consiliare, togliendo il ruolo di capogruppo a De Lio? «Sta sempre all’organo politico dare indirizzi in materia», conclude laconico l’ex sindaco.