«La mia gru da 2 milioni bloccata in Libia»

A sei anni dal furto il proprietario, un imprenditore di Vasto, non riesce a tornarne in possesso
VASTO. I responsabili del furto sono stati individuati, e presto saranno processati. La sua autogru,un impianto da due milioni di euro, rubata nel 2011, è stata ritrovata sei anni fa in Libia, ma lui N.B., un imprenditore del Vastese non riesce e tornarne in possesso per motivi burocratici. «Stiamo cercando di fare il possibile ma i cavilli da superare sono davvero tanti», dice il legale di N.B. , l’avvocato Fiorenzo Cieri. N.B. venne derubato in un cantiere in provincia di Bari dove stava lavorando. Gli investigatori riuscirono a risalire agli autori del furto, rintracciandoli a Salerno. La Procura di Salerno, in seguito, chiese e ottenne il sequestro internazionale e la restituzione della gru al proprietario. La situazione politica del luogo, tuttavia, non ha permesso fino ad oggi la riconsegna dell’impianto. L’avvocato Fiorenzo Cieri ha sollecitato l’esecuzione del dissequestro. La costosa gru, oltretutto, rischia di essere danneggiata dal trascorrere tempo. Al momento è bloccata e inutilizzata. Probabilmente i committenti del furto non sono mai riusciti ad usarla perché la gru manca di alcuni pezzi che solo N.B. ha e che non vengono riprodotti per motivi di sicurezza. In tutto il continente sono solo otto le gru uguali a quella finita in Libia. Il pesante mezzo rubato a Casamassima, in Puglia venne trasferito dai ladri, con le procedure di trasporto eccezionale, finendo sulla costa tirrenica. Da Civitavecchia venne portato a Salerno. Poi vennero realizzati falsi documenti.
«La falsa documentazione è stata prodotta a Salerno, da qui la competenza della Procura locale», spiega l’avvocato Cieri. N.B. ieri ha incontrato ancora il suo legale. Cieri sta cercando in tutti i modi di riavere la gru trasportata a Tripoli e acquistata da un imprenditore egiziano del tutto all’oscuro della provenienza illecita. L’imprenditore egiziano ha subito a sua volta un grosso danno, e probabilmente richiederà il risarcimento ai presunti autori del furto che presto compariranno davanti ai giudici campani. Il legittimo proprietario del macchinario aspetta con ansia la restituzione del mezzo. Se non sarà possibile riportare la gru in Italia N.B. accetterebbe anche la corresponsione del valore, che è notevole, e ammonta a circa due milioni di euro. In un periodo di crisi come quello attuale sarebbe importantissimo per lui riavere la gru.
Il sofisticato impianto permette di realizzare ponti faraonici. N.B. puntava moltissimo su quella gru. La speranza è che al termine del processo arrivi la riconsegna ufficiale e l’addebito delle spese del viaggio di ritorno dell’autogru ai ladri. Le spese di trasporto sicuramente non sono secondarie. Smontare la gru non rientra nei progetti del proprietario. Al momento quel che conta è tornare nella disponibilità dell’impianto.
Paola Calvano
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