La minoranza accusa «Il Comune paga il parere sulla Cappa»

27 Luglio 2017

VASTO. «Abbiamo conseguito due importanti obiettivi politici, dimostrando che siamo una classe dirigente, matura, solida e compatta». L’opposizione tira le somme dopo la lunga e accesa assemblea...

VASTO. «Abbiamo conseguito due importanti obiettivi politici, dimostrando che siamo una classe dirigente, matura, solida e compatta». L’opposizione tira le somme dopo la lunga e accesa assemblea civica che ha visto la minoranza “strappare” alla maggioranza - a corto di numeri per l’assenza dei tre consiglieri comunali di Patto con Vasto – l’approvazione di una mozione per la costituzione di parte civile del Comune nel processo per la bonifica delle discariche abusive a carico dell’ex sindaco Luciano Lapenna e degli assessori che all’epoca facevano parte della giunta. Prima del via libera al documento (votato all’unanimità), l’opposizione aveva incassato le dimissioni dalla carica di vicepresidente del consiglio comunale di Alessandra Cappa (Unione per Vasto) finita sulla graticola per la difesa di Lapenna e per un incarico professionale avuto dalla Pulchra, la società partecipata che si occupa del servizio di igiene urbana. «Abbiamo avuto un atteggiamento garantista», sottolinea Vincenzo Suriani, capogruppo di Fratelli d’Italia-An, «abbiamo chiesto la costituzione di parte civile dell’amministrazione che rappresenta un precedente virtuoso e non pericoloso come lo ha invece definito il consigliere Lapenna, il quale non avrebbe dovuto partecipare al dibattito in quanto coinvolto in prima persona, si è invece limitato ad astenersi dal voto». Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre a Suriani, Davide D’Alessandro, Guido Giangiacomo, Edmondo Laudazi e Alessandro D’Elisa, assente Francesco Prospero. Ognuno si è soffermato su un argomento dibattuto in consiglio. Nel mirino dei consiglieri anche il parere chiesto dal Comune a un legale esterno per dirimere la questione sulla presunta incompatibilità della Cappa. «Porterò il caso in commissione di vigilanza», annuncia Giangiacomo, «chiederò di far luce sull’utilità del parere chiesto da un dirigente a un professionista esterno piuttosto che all’avvocatura interna al costo di 2.500 euro, che di fatto regala in anticipo a un consigliere comunale di minoranza, per il quale solo nella seduta del 31 luglio prossimo si discuterà una questione di compatibilità essendoci uno specifico punto all'ordine del giorno, una difesa che altri hanno dovuto pagare a proprie spese. Inviterò, inoltre, la commissione a chiedere alla Pulchra, e nello specifico ai componenti del consiglio di amministrazione, quali sono i criteri e le linee guida con cui vengono affidati gli incarichi professionali fiduciari e come tali sottratti a una procedura di evidenza pubblica», conclude Giangiacomo.
Anna Bontempo
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