La minoranza: il centrodestra sta svendendo il San Camillo

8 Giugno 2020

ATESSA. Tiene banco lo scontro politico a tutto tondo sull’ospedale San Camillo. Per il Mau, il movimento Atessa unita, «i partiti del centrodestra atessano (FdI, FI e Udc) vengono ora allo scoperto,...

ATESSA. Tiene banco lo scontro politico a tutto tondo sull’ospedale San Camillo. Per il Mau, il movimento Atessa unita, «i partiti del centrodestra atessano (FdI, FI e Udc) vengono ora allo scoperto, certificano la fine ufficiale di LiberAtessa, e rivendicano la loro subalternità alla Lega e alle scelte dell’attuale giunta regionale. Con la scusa di intercettare tanti soldi, svendono il San Camillo e il suo futuro ospedaliero». Il Mau fa parte, insieme al Pd e agli Indipendenti, del gruppo di maggioranza Uniti per Atessa. «Rinnegare adesso, da parte loro, LiberAtessa, dopo averne fatto parte per anni con incarichi anche assessorili», continua il Mau, «è la dimostrazione del fallimento di quella politica. Il nostro Mau, autentica espressione del civismo atessano, gode di ottima salute e allarga i suoi consensi perché ha difeso con coraggio e coerenza l’ospedale, l’ambiente contro i progetti della Ciaf e della Di Nizio, le fabbriche e il lavoro. E lo ha fatto sia quando in Regione c'era il centrosinistra sia ora che c’è il centrodestra».
Un appello ai partiti del centrodestra è rivolto dal comitato spontaneo in difesa del territorio che ha allestito, davanti all’ospedale di Atessa, un gazebo informativo. «Il San Camillo è stato inserito da questa giunta regionale come ospedale di area disagiata nel piano sanitario presentato nel 2019. Come mai i partiti di centrodestra, rimasti ormai isolati dal resto della città», dice il comitato il cui portavoce è Vincenzo D’Amario, «continuano a sostenere il progetto della Asl presentato dalla mozione Pellegrini che prevede, nella sostanza, la soppressione del blocco chirurgico e dell’area medica e, di conseguenza, un declassamento del San Camillo a Pta? Nei fatti, l’assessore regionale alla sanità e i sui “ambasciatori” locali continuano ad ignorare gli atessani e il diritto alla salute di un intero territorio. Consigliamo anche a questi ultimi di seguire l’esempio degli altri partiti e di convergere verso la nostra linea».