La minoranza: rincaro tasse dovuto ai debiti della giunta

28 Maggio 2015

PERANO. «Contraddizione ed incoerenza»: così i consiglieri comunali del gruppo “Insieme Per Perano", Domenico Pellicciotta, Ilenia Vitelli ed Egisto Rossetti, “bollano” le parole del sindaco Gianni...

PERANO. «Contraddizione ed incoerenza»: così i consiglieri comunali del gruppo “Insieme Per Perano", Domenico Pellicciotta, Ilenia Vitelli ed Egisto Rossetti, “bollano” le parole del sindaco Gianni Bellisario al Centro sul problema delle tasse che, per l’opposizione, sono troppo alte in paese, e sulle opere che il Comune sta realizzando senza nessun indebitamento. «Il sindaco sulla tassazione ha sviato il problema parlando dei tagli dei fondi governativi», dicono i consiglieri, «e non dice il vero sull’indebitamento che se non ci fosse, come sostiene, non ci sarebbe stato motivo di alzare tasse. Il consiglio comunale, con il voto contrario dell’opposizione, è stato già chiamato a riconoscere i debiti fuori bilancio dell’amministrazione Bellisario nonchè la sottoscrizione di alcuni atti che hanno imposto all’ente alcuni pagamenti dovuti. A tutto questo si aggiunga l’attivazione del servizio di raccolta differenziata porta a porta che doveva arrivare almeno tre anni fa come nei paesi vicini. Nel frattempo il Comune oltre ad avere un servizio scadente, ha pagato anche per lo smaltimento dei rifiuti che cittadini di altri centri conferivano irregolarmente a Perano, senza la minima sanzione. Abbassare le tasse è possibile, ma si deve volere».

E il gruppo mostra anche i numeri. «Ad esempio, il raddoppio dell’addizionale Irpef dal 4% a l’ 8% era finalizzato al solo pagamento dei debiti fuori bilancio che una volta “sanati” non ha più motivo di essere», sostengono i consiglieri “e poi l’Imu sui terreni agricoli è stata messa dopo il bilancio di previsione 2014. La Tasi è stata istituita prevedendo la copertura di ben sei servizi (polizia locale, viabilità, illuminazione, protezione civile, parchi e territorio, anagrafe) mentre altri comuni si sono limitati ai classici tre servizi indivisibili. Ciò ha comportato l’applicazione indiscriminata su fabbricati e terreni all’aliquota massima del 2,5 per mille». (t.d.r.)

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