La moglie lo accusa «Mi picchia da 5 anni»

17 Marzo 2017

Arrestato un 35enne, con una testata le ha spaccato il naso

Con una testata le ha spaccato il setto nasale, procurandole un trauma cranico. Accecato dalla gelosia, anziché carezze e baci riservava alla fidanzata, poi diventata sua moglie, botte, testate, ingiurie, minacce di morte. Ora, V.R. 35 anni di Fossacesia, è in carcere accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali alla moglie. Geloso, possessivo, violento. Amore per lui era sinonimo di possesso. La donna era “sua”. Così dal 2012 a pochi giorni fa, l'ha trattata davvero come fosse una “cosa” personale. Le ha vietato di fare volontariato, di andare in palestra, di avere contatti con il resto del mondo, troppo pieno di uomini. Ma non si sarebbe limitato ai divieti, avrebbe più volte alzato le mani contro di lei per farsi “rispettare”. L'ultima aggressione la donna l'ha subita il 15 gennaio 2017: dopo aver devastato la camera da letto, buttato in aria i vestiti, accecato dalla gelosia l'ha colpita con una testata talmente violenta da procuragli la frattura delle ossa nasali e un trauma cranico con una prognosi di 20 giorni. Il dolore fisico, sommato a quello che aveva nel cuore, hanno finalmente aperto gli occhi alla donna, 33 anni che ha preso coraggio e ha denunciato il marito violento. A quel punto sono partite le indagini condotte dalla sezione di polizia giudiziaria della Procura, guidata dal maresciallo Armando Pizzolla, dai carabinieri della stazione di Fossacesia e coordinate dalla Procura. E non è stato difficile scoprire le angherie che l'uomo riservava alla moglie, fin da quando erano fidanzati. Ossessionato dalla gelosia pretendeva che la giovane non facesse volontariato, che non andasse in palestra. Lei provava a ribellarsi, poi, cedeva. Il matrimonio? Sarebbe stato l'inizio di una nuova vita per la donna che, nonostante tutto, guardava l'uomo con gli occhi pieni d'amore e sperava in un suo cambiamento. E dopo il matrimonio, la casa nuova a Fossacesia, per loro che erano di origine campana, il lavoro, sembrava davvero l'inizio di una nuova vita. Un idillio durato pochi mesi. L'uomo è tornato alla carica con la gelosia e la sua violenza. Ingiurie, minacce di morte anche in presenza dei suoceri a cui diceva: «Se devo andare in galera ci vado, ma vi uccido tutti e vi tolgo di mezzo». E ci ha provato ad alzare il tiro: per due volte ha preso la moglie a testate, le ha sbattuto la testa contro il muro arrivando a romperle in naso. Lei ha sopportato in silenzio, per non far soffrire i suoi genitori. Ma quel 15 gennaio, il trauma cranico e la frattura del setto nasale le hanno dato la forza di dire basta. E ieri, per V.R., si sono aperte le porte del carcere di Villa Stanazzo. Il gip Massimo Canosa ha accolto la richiesta del procuratore Rosaria Vecchi, per «i fatti di estrema gravità, dispiegati in un lungo periodo di tempo, per l'intensa aggressività dell'uomo, per la morbosa e patologica gelosia e l'elevatissimo pericolo per l'incolumità della donna». Questa mattina l'uomo sosterrà l'interrogatorio di garanzia.