La Notte europea dei ricercatori Stuppia: «Mille culture insieme»

Il rettore punta all’internazionalizzazione: «Per la prima volta proponiamo un tema in lingua inglese» Tra gli ospiti anche il fisico Schettini. La coordinatrice Dimauro: «Ci sarà un dibattito pubblico con lui»
CHIETI. Tradotto in italiano non esprime appieno il tema. È per questo che il rettore dell’università Gabriele d’Annunzio, Liborio Stuppia, ha scelto di presentare in lingua inglese il tema della Notte europea dei ricercatori 2023 che animerà il campus dell’ateneo per tutta la giornata dell’ultimo venerdì di settembre. “One world, one health, one thousand cultures”, ovvero “Un mondo, una salute, mille culture”, è il titolo dell’appuntamento che si terrà il prossimo 29 settembre, a partire dalle 16. Entrato in carica lo scorso giugno, per il neo rettore Stuppia i preparativi all’evento più atteso dell’anno sono iniziati in fretta. «Solitamente occorre più tempo per una manifestazione di questo calibro», confessa, «ma c’è stato un grande entusiasmo da parte di tutti. Ringrazio per questo tutta l’equipe che c’è dietro per il sostegno e l’impegno».
LA SCELTA DEL TITOLO
«Per la prima volta nella storia del nostro ateneo», annuncia il rettore, «vogliamo proporre il tema in lingua inglese. Questo perché è nostra volontà aprire l’università all’internazionalizzazione». Il tema sarà al centro di tutti gli stand sparsi nel campus, sarà poi ripreso anche nelle tavole rotonde, gli eventi e i dibattiti in programma nella serata. «Al giorno d’oggi questa è una tematica centrale», continua Stuppia, «vogliamo lanciare il messaggio di un mondo unico e unito, creare un percorso che faccia capire che questa unicità passa attraverso il discorso di mille culture. Puntiamo verso un mondo in cui culture diverse devono rappresentare una sinergia, non una differenza». E l’obiettivo sarà proprio quello di sensibilizzare i visitatori, a partire dai più giovani, ad abbattere i confini. «L’internazionalizzazione», spiega Stuppia, «è un fattore importante, indispensabile per l’università e per i giovani. Non è pensabile che una persona non abbia una conoscenza dell’inglese di base perché ti permette di muoverti, viaggiare ed essere aperto con il mondo, abbattere gli orizzonti».
GLI EVENTIL’appuntamento negli anni si è sempre caratterizzato per il grande numero di eventi. Ogni dipartimento, infatti, concorre all’organizzazione del programma con interventi che ruotano attorno al tema scelto. Quest’anno gli appuntamenti saranno però rivisti. «Riduciamo il numero», spiega Stuppia, «negli anni abbiamo notato che c’era la sensazione che fossero troppi. Così molti visitatori non sapevano quale evento seguire perché gli orari si sovrapponevano tra loro». Fra gli organizzatori della manifestazione di quest’anno un ruolo importante spetta alla professoressa Elisabetta Dimauro.
GLI OSPITI Nel programma non mancano gli ospiti. Nel campus dannunziano è atteso Vincenzo Schettini, il fisico noto sui social con il format “La fisica che ci piace”. «Lo abbiamo invitato», dice Stuppia, «per far capire che i social sono un ottimo strumento per divulgare, come fa lui. Ma bisogna stare attenti a chi ci dà le informazioni, dobbiamo essere certi che si divulgano conoscenze serie e certe». «Ha la capacità di rendere la fisica accessibile a tutti», commenta Dimauro, «sui social è molto seguito. Parteciperà anche il fisico della d’Annunzio e organizzeremo un dibattito pubblico». Non manca poi anche la musica per la Notte dei ricercatori. «Ci sarà una violinista albanese», annuncia la coordinatrice dell’evento, «è un altro esempio delle mille culture. C’è anche il coro della d’Annunzio con canzoni che ruoteranno attorno alla tematica scelta».
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