La Pilkington resta ancora ferma Denso verso la cassa integrazione

Continua lo stop per il caro bollette fino a lunedì prossimo, attività sospesa anche alla Primo Appello dei sindacati ai parlamentari. E la crisi delle aziende è al centro delle polemiche politiche
SAN SALVO. Slitta ancora la ripresa della Pilkington dopo lo stop per il caro bollette: oggi la fabbrica resterà ferma; le attività ricominceranno lunedì prossimo, a scartamento ridotto per almeno una settimana. Anche alla Primo domani ci sarà una nuova fermata, da domani fino a martedì prossimo: la notizia è stata annunciata lunedì sera ai lavoratori dai sindacati. Alla Denso si discute della cassa integrazione straordinaria. Il momento è critico e i sindacati chiedono l’intervento dei rappresentanti locali in Parlamento.
L’emergenza lavoro finisce al centro della polemica politica. La decisione del sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, di convocare un tavolo permanente per la difesa dell’occupazione nel Vastese con la partecipazione di aziende, associazioni, sindaci e istituzioni suscita reazioni contrastanti. «La decisione», dice Camillo D’Amico, «è da accogliere con favore se non fosse che, chi lo convoca, è alla fine della sua sindacatura e per l’amministrazione da lei presieduta sono già partiti i “titoli di coda”. Più che legittimo il sospetto che il tutto non sia solo un’iniziativa di sapore elettorale che si consumerebbe in un campo minato: la difesa dell’occupazione». D’Amico chiama in causa anche il presidente della Provincia, Francesco Menna: «Dovrebbe farsi carico», dice, «di un’iniziativa risolutoria in virtù del ruolo di capofila che il Comune di Vasto ha nel territorio e dell’autorevolezza del doppio incarico che oggi lui riveste».
Quella attuale è la più grande crisi occupazionale mai registrata negli ultimi anni nel Vastese. A San Salvo, tra due mesi, si torna al voto: i tre candidati sindaci, Emanuele De Nicolis, Fabio Travaglini e Giovanni Mariotti si dicono vicini ai lavoratori e convinti che sia necessario aiutare il settore industriale. Mariotti chiede che vengano resi noti i piani industriali, sollecita sobrietà dalla politica e attacca la Magnacca ricordando che, a distanza di poche settimane da un primo tavolo, diversi lavoratori di Denso e Pilkington hanno ricevuto lettere di messa in cig a zero ore. Qualcuno di loro è monoreddito.
Il segretario della Cisl, Primiano Biscotti, chiede che nello stabilimento Denso di San Salvo arrivino prodotti alternativi a quelli attuali: «Bisogna portare lavoro a San Salvo. In questo periodo è in gioco il futuro. Nessuno sa quanto durerà la guerra in Ucraina e la crisi, ma alla Denso deve essere garantito il “dopo”». Dello stesso parere Nicola Manzi ( Uil).
A San Salvo va portato lavoro. La Denso si era trovata a vivere esattamente dieci anni fa un altro periodo travagliato: l’azienda, a fronte di 360 esuberi annunciati, aveva fatto marcia indietro con contratti di solidarietà grazie alla determinazione dei sindacati e all’intervento della politica. Il colosso giapponese, fondato nel 1949, conta 13mila dipendenti solo Europa. La crisi attuale è mondiale e non locale: per questo i sindacati chiedono che si torni a scommettere su San Salvo, facendo partire gli annunciati investimenti.

