La pista sull’ex ferrovia? Un’altra estate a vuoto

25 Luglio 2015

La Camera di commercio: affidamento dei lavori in ritardo, fondi Fas a rischio Per il Patto Sangro Aventino sulla “Via Verde” previsti 1.500 posti di lavoro

LANCIANO. È un’altra estate senza la “Via Verde”, quella del 2015. La pista ciclopedonale che da Ortona a Vasto doveva trasformare la Costa dei trabocchi in una Catalogna d’Abruzzo, non solo ancora non è stata realizzata (se ne parla dal 2005, da quando le Ferrovie dello Stato hanno dismesso il tracciato ferroviario sulla costa adriatica) e non si vede nessuna posa della prima pietra all’orizzonte, ma tarda ad arrivare perfino la procedura dell’affidamento dei lavori. Nel frattempo, col succedersi di governi regionali e provinciali da sinistra a destra e ritorno, il rischio di perdere i fondi Fas dedicati è sempre più concreto. A lanciare l’allarme è la Camera di Commercio di Chieti che, all’indomani della manifestazione di Slow Food, “Cala Lenta”, di scena a San Vito, ma vetrina privilegiata di tutta la Costa dei trabocchi, torna a ribadire le enormi potenzialità che il territorio avrebbe a portata di mano, ma che, invece, le istituzioni non sfruttano.

L’ALLARME SUI FONDI. «La procedura di affidamento dei lavori per la realizzazione della pista ciclopedonale della Via Verde della Costa dei Trabocchi è in palese ritardo», sottolinea l’ente camerale in una nota, «e il rischio di perdere i finanziamenti Par-Fas destinati si fa sempre più alto. Potrebbe essere vanificato tutto il lavoro svolto in questi anni in termini di progettazione e pianificazione territoriale, di cui in parte realizzata anche con il contributo della Camera di commercio di Chieti». Un contributo che negli anni ha prodotto numerosi studi e progettazioni sul turismo, uno dei quali, in collaborazione col Patto Sangro Aventino, ha stabilito che la Via Verde è in grado di creare oltre 1.500 posti di lavoro.

LE POTENZIALITÁ. «Secondo il Cresa, il Centro Studi delle camere di commercio abruzzesi», fa notare ancora l’ente camerale, «che ha di recente evidenziato una crescita esponenziale delle presenze turistiche straniere nella costa della provincia di Chieti, l’attrattività della Costa dei trabocchi è ormai certificata. Il territorio in questione può ben rientrare nei circuiti del turismo esperienziale, del viaggiare lento, anche in bicicletta, alla ricerca dei luoghi e delle emozioni che i mezzi di trasporto tradizionali non permettono di esaltare. L’attesa nella realizzazione della Via Verde», prosegue la Camera di commercio, «rischia di rendere inefficaci anche gli investimenti dei privati che alla Via Verde credono e di deludere le aspettative dei cittadini che si stanno mobilitando con iniziative dal basso di uso civico e turistico dell’ex tracciato ferroviario. Le forze economiche rappresentate nella Camera di commercio chiedono a gran voce un impegno immediato sulla Via Verde della Costa dei trabocchi; i giorni sono contati, non vogliamo restare al palo di fronte alla nostra “Grande bellezza”».

DOV’ERAVAMO RIMASTI? L’ultimo atto ufficiale che riguarda la Via Verde è datato agosto 2014 con la cessione definitiva alla Provincia di Chieti delle aree dismesse dell’ex tracciato ferroviario, acquistate dalle Ferrovie dello Stato per 2.945.000 euro. In quell’occasione la Provincia di Chieti annunciò che il bando per l’affidamento dell’appalto dei lavori era previsto non oltre ottobre. Le opere sarebbero potute iniziare nel gennaio 2015 e concludersi entro un anno e mezzo, nel 2016.

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