La politica in campo per lo stop industriale

22 Marzo 2020

Atessa. Appelli dal Pd e Rifondazione Comunista per il blocco delle attività. Il M5S scrive a Marsilio

ATESSA. Ancora appelli sul blocco totale di tutte le attività industriali abruzzesi e della Val di Sangro. Dopo l'intervento di 41 sindaci del comprensorio del Sangro Aventino e le iniziative dei sindacati, anche la politica scende in campo per la tutela dei lavoratori del distretto industriale sangrino, uno dei polmoni economici della regione.
«I casi positivi al Covid-19 in Abruzzo continuano ad aumentare in maniera esponenziale e non vediamo una organizzazione definita nella gestione degli ospedali e negli interventi di potenziamento sanitario», scrive in una nota il Pd provinciale. «Data una sanità che non si mostra in condizione di salvare tutti i bisognosi non possiamo che chiudere fabbriche, prima che sia troppo tardi, facendolo per decreto e alleviando quindi le responsabilità dei datori di lavoro. Come hanno fatto altre regioni. Gli ospedali stanno già andando in sofferenza sorretti dal solo personale medico, sanitario ed esterno. La salute dei lavoratori e dei cittadini è una priorità. E non può essere lasciato sulle spalle dei privati e delle imprese. Al presidente Marco Marsilio», conclude il Pd provinciale, «chiediamo di chiudere con effetto immediato le fabbriche di beni non indispensabili della Val di Sangro e del Vastese, sentendo le aziende per programmare rischi e sostegni alla produttività e all’occupazione».
«Il caso positivo alla Isringhausen di San Salvo che ha strette relazioni con la Isringhhausen di Atessa (indotto Sevel)», scrive Rifondazione Comunista Abruzzo, «dimostra ancora una volta la gravità del momento e l'insensatezza di mantenere attive le produzioni non essenziali. Impensabile far fronte ad una dinamica del ciclo produttivo che vede, ad esempio, in Val di Sangro all'interno di uno stesso stabilimento, trasfertisti, somministrati, ditte esterne, precari, flusso di corrieri: si rischia di vanificare gli sforzi che tutti stiamo facendo».
Anche i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri e Pietro Smargiassi e il capogruppo Sara Marcozzi hanno scritto al presidente della Regione, Marco Marsilio: «Quella dei lavoratori della Val di Sangro è una situazione che potrebbe diventare ingestibile. Per questo motivo riteniamo di dover collaborare al massimo delle nostre forze per evitare che ci sia una sovraesposizione dei lavoratori dopo la riapertura delle grandi aziende e in quelle che, ancora oggi, rimangono aperte». (d.d.l.)
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