La polizia organizzerà il ritorno della bambina rapita in Italia

La procura dei minori dà mandato alla Mobile di Chieti di “scortare” la curatrice speciale a Duisburg Divieto di avvicinamento per tutti i familiari. La struttura di accoglienza sarà indicata dai servizi sociali
CHIETI. Non appena tornerà in Italia, la bambina di otto anni di San Giovanni Teatino portata via e nascosta in Germania per 40 giorni dalla madre, sarà collocata in una casa famiglia. È quanto ha stabilito il tribunale per i minorenni dell’Aquila, che contestualmente ha revocato l’affidamento della piccola alla nonna materna, dalla cui casa la bimba è stata appunto portata via dalla madre sulla quale gravava un provvedimento per obbligo di dimora per reati di droga. Fatto tra sabato 25 e domenica 26 maggio, visto che la piccola, dopo l’arresto di entrambi i genitori ad aprile, nel fine settimana e la sera, dopo la giornata in una struttura semiresidenziale, soggiornava nella palazzina dove vivono nonna e zii.
La bimba, trovata a Duisburg in seguito alle indagini della squadra mobile di Chieti, è ancora in Germania, da dove sarà riportata in Italia dall’avvocato Monia Scalera, nominata fin dal 3 maggio curatrice speciale dal tribunale dei minori. Si trova in una struttura protetta a Duisburg. È qui che l’avvocato Scalera attende di raggiungerla. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, David Mancini, ha dato mandato alla squadra mobile di Chieti di predisporre un servizio per accompagnare l’avvocato in Germania per adempiere al compito della presa in carico della minore e ricondurla in Italia. La procura aquilana ha ritenuto opportuno che la curatrice speciale non svolga il servizio da sola, ma venga accompagnata dagli agenti della Mobile che hanno seguito tutte le indagini che hanno condotto al ritrovamento.
Una scelta dettata da evidenti esigenze di sicurezza: la bambina, per quaranta giorni, ha infatti vissuto in un contesto dalla spiccata vocazione criminale, in quanto la madre è stata coperta e ospitata dalla zia paterna della bimba, latitante pescarese pure finita in manette nelle stesse circostanze, e dal compagno di origine montenegrina, noto alle forze dell’ordine per reati di droga contro il patrimonio. È stata in compagnia di pregiudicati in una città già tristemente nota alle cronache per fatti di sangue collegati alla ’ndrangheta.
Non appare poi completamente nitida la rete di connivenze sulla quale abbiano fatto affidamento la madre e i cognati, a partire dai figli della zia paterna che potrebbero aver avuto un ruolo nella fuga. In casa di uno di questi, nella zona Dortmund, un’altra delle città più importanti del land di Renania Settentrionale-Vestfalia, c’era infatti stato un primo blitz della polizia tedesca nell’ambito delle indagini della polizia italiana. Insomma, andra a Duisburg a riprendere la bimba non è cosa da farsi a cuor leggero.
Il ritorno in Abruzzo della bimba dovrebbe quindi essere ormai questione di giorni. Revocato il collocamento dalla nonna materna, andrà quindi in una casa famiglia. E nessuno dei familiari, considerato il coinvolgimento di tutti a vario titolo nella scomparsa, potranno entrarvi in contatto. A individuare la casa-famiglia saranno i servizi sociali del Comune di residenza, che dovranno occuparsi anche degli interventi di sostegno psicologico.
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