La prima casa in Abruzzo costruita con legno e paglia

Lanciano. L’idea di Silvia e Nicola, tecnici sensibili al tema della bioedilizia «Al Genio civile pratica esaminata nei dettagli: sono rimasti esterrefatti»
LANCIANO. Se Joseph Jacobs fosse ancora vivo, forse riscriverebbe il finale de “I tre porcellini”. Quella casa di paglia, che nella favola andava giù al solo soffio del lupo, fra qualche mese ospiterà una giovane famiglia, in carne e ossa. È nelle campagne di contrada Villa Martelli che sorge il primo caso in Abruzzo di abitazione in legno e paglia. Il progetto è di due giovani professionisti, sensibili al tema della bioedilizia. Per anni Silvia Berghella, ingegnere di 42 anni, e Nicola Scaccia, geometra di 36, hanno fatto ricerca su edilizia sostenibile e materiali green. Ma hanno dovuto aspettare di incontrare clienti altrettanto aperti e sensibili per dare vita a questo progetto: una villa realizzata in legno e paglia. Per Paolo, Valeria e il piccolo Aldo, 3 anni, è una scelta di vita: una casa con classe energetica massima, antisismica ed ecologica.
La villa è orientata verso la Maiella e si estende per una superficie di 240 metri quadrati, di cui 180 adibiti a residenza e 60 per il garage. Di cemento e mattoni non c’è traccia. «La villa è realizzata con tecnologie di bioedilizia, completamente priva di cemento dalle fondazioni al tetto», spiegano Berghella e Scaccia, «la sua particolarità sta proprio in questo: le fondazioni non sono quelle tradizionali in cemento armato, ma sono realizzate con gabbioni in sasso, a secco, collegate tra di loro con basamenti in legno e l’utilizzo della calce».
La struttura portante è realizzata in legno, i muri sono in paglia con intonaco su cannucce per il lato esterno e pannelli strutturali in gesso e cellulosa sul lato interno. «I materiali utilizzati nella costruzione sono acciaio, sasso, calce, legno e paglia», precisano i due tecnici, «anche il tetto ventilato è stato realizzato in legno e coibentato con le ballette di paglia, tutto predisposto per ospitare l’impianto solare per la produzione di acqua calda». Oltre al materiale con cui è costruita, a farne una casa a basso impatto ambientale è l’assenza di un impianto di riscaldamento. «Abbiamo previsto solo un camino per i giorni più freddi, quelli in cui potrebbe fare la neve», spiega Silvia, «a riscaldare la casa sono sufficienti gli apporti gratuiti di energia, il sole diurno e il fatto stesso di vivere la casa: le persone che ci abitano, gli elettrodomestici utilizzati, l’acqua calda del bagno».
«Il calore prodotto gratuitamente vivendo l’edificio è sufficiente a riscaldarlo», aggiunge Nicola, «perché la paglia ha un potere di coibentazione alto e performante». Come materiale la paglia non costa tantissimo, anche se è difficile reperirla perché deve essere stoccata e conservata in una certa maniera, e paradossalmente ha una buona resistenza al fuoco. «I tempi di costruzione sono veloci», spiegano Scaccia e Berghella, «per stare larghi e considerando qualche imprevisto, una costruzione del genere nel giro di sei mesi è abitabile. Anche il costo è vantaggioso: siamo nell’ordine di una costruzione tradizionale, che però non è a energia quasi zero». Ma sarà anche solida e sicura? «Abbiamo lavorato all’Aquila nella ricostruzione post-sisma», dice Nicola, «abbiamo visto tante tecniche e avuto esperienza con cemento armato e simulatori sismici, e crediamo che questo sia un sistema altrettanto valido e sicuro. Il discorso è più culturale», sostiene Scaccia, «siamo legati al mattone, all’idea di solidità della struttura e alla durata nel tempo, quando poi il cemento armato ha una vita molto più limitata del legno».
«Il legno offre tanti vantaggi dal punto di vista sismico», aggiunge Silvia, «è leggero, sano, ottimo per la coibentazione, è un materiale vivo, dà comfort abitativo e traspirabilità, non darà mai problemi di condense e muffe. Al Genio civile la nostra pratica è stata estratta a campione, ossia sottoposta a un controllo particolare. Ma è stata una fortuna. Ci hanno detto che è la prima volta che vedono questo genere di fondazioni, sono rimasti esterrefatti. E poi ci hanno dato tutte le autorizzazioni».
La casa in legno e paglia piace, ma l’idea di costruirne una fatica a trovare strada. «C’è diffidenza, si ha paura del nuovo», dicono Silvia e Nicola, «in realtà è mancanza di memoria, perché è più un ritorno al passato, ai materiali usati dai nostri nonni».
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