La procura “archivia” l’inchiesta sul dg

19 Maggio 2015

La pm Ponziani: «Del Vecchio non ha commesso reati», tocca al gip De Ninis chiudere il caso del “contratto alla scolorina”

CHIETI. «A carico di Del Vecchio non si ravvisano comportamenti penalmente rilevanti». Basta una frase alla pm Marika Ponziani per scrivere la parola fine su quindici mesi d’inchiesta che hanno mandato in fibrillazione l’Università D’Annunzio. E’ il 24 gennaio del 2014 quando il nome del direttore generale dell’Ateneo, Filippo Del Vecchio, finisce sul registro degli indagati con accanto l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio. Era l’inchiesta giornalisticamente ribattezzata sul “contratto alla scolorina”, partita da un esposto del presidente del Cus, Mario Di Marco, datato 11 ottobre del 2013. In estrema sintesi: dal contratto d’assunzione del dg Del Vecchio, firmato dal rettore Carmine Di Ilio, era sparito l’articolo 2 sulla situazione penale pregressa del dirigente che, in quel periodo, era già imputato nell’inchiesta aquilana, sfociata in processo, sull’affitto d’oro della nuova sede di Ingegneria. Del Vecchio, assunto dall’Unich, proveniva da L’Aquila dov’era direttore generale. E quall’articolo 2, secondo l’esposto di Di Marco che chiedeva di indagare anche su un ufficiale della Finanza, avrebbe compromesso l’ingresso del nuovo dg alla D’Annunzio. Ma l’indagine è terminata a favore di Del Vecchio, con la procura che ha chiesto al gip Luca De Ninis l’archiviazione e Di Marco che si è opposto. «Non si ravvisano comportamenti penalmente rilevanti anche alla luce delle conclusioni cui è pervenuto il Tar di Pescara», scrive la pm che, entrando nel merito, spiega: «La questione agitata dall’esponente ha un esclusivo rilievo civilistico ed amministrativo». L’ultima parte della motivazione fa riferimento ad una seconda inchiesta che rimane aperta e vede sempre il Cus denunciante e più calato nel ruolo di parte offesa a differenza del caso del “contratto alla scolorina”. Il pm, infatti, conclude la sua richiesta De Ninis con la frase: «Quanto ai rapporti tra Cus e Università (si riferisce alla vicenda del contratto milionario annullato, ndr) questo ufficio procede separatamente con procedimento penale del 29 ottobre 2013».

A aprile il Cus però si è opposto all’ archiviazione, argomentando l’opposizioni con diversi punti. Ne riportiamo un paio: il primo riguarda la parte dell’esposto originario, sparita nel nulla, su presunte omissioni investigative; la seconda la sentenza del Consiglio di Stato che, pur dando torto a Di Marco, ribalta la parte della decisione del Tar che il pm usa nelle motivazioni. Ma tocca al gip scrivere la parola fine oppure no. Sempre che ritenga il Cus la vera parte offesa dell’inchiesta sul contratto di Del Vecchio.