La procura militare indaga sul tatuaggio vietato alla recluta
CHIETI. Si è tolta i tatuaggi per fare la soldatessa, il suo sogno. Tania, 25 anni, di Caserta, ha eseguito ciò che gli avevano detto ufficiali medici dell’ex Ospedale militare di Chieti: quei segni...
CHIETI. Si è tolta i tatuaggi per fare la soldatessa, il suo sogno. Tania, 25 anni, di Caserta, ha eseguito ciò che gli avevano detto ufficiali medici dell’ex Ospedale militare di Chieti: quei segni che hai sul corpo non sono compatibili con il lavoro che vuoi fare. Toglili altrimenti sei fuori dall’esercito. La giovane non ha perso un minuto. Ma l’operazione è andata male e ora sul suo giovane corpo non ci sono più stelline e cuoricini ma cicatrici permanenti (come racconta Repubblica).
Sul caso sono state aperte due inchieste, una della procura militare di Roma, l’altra di quella di Ascoli, dopo che Tania ha raccontato la sua storia in una lettera al ministero della difesa.
Tutto è iniziato ad Ascoli, nel 2011, quando lei e altre due ragazze tatuate, aspiranti soldatesse, sono state mandate all’ex ospedale militare di Chieti dal Reggimento addestramento volontari della città marchigiana, caserma che passò agli onori delle cronache per le presunte violenze emerse all’indomani dell’arresto del caporale istruttore Salvatore Parolisi, condannato poi all’ergastolo per l’omicidio della moglie Melania Rea. Una commissione di ufficiali medici avrebbe dovuto valutare se quei segni fossero ostativi alla leva volontaria. I militari medici dissero di sì. E Tania prese contatti con un chirurgo. Si sottopose a diverse operazioni di per sé complesse e dolorose, dopo le quali il suo corpo era pieno di ustioni e cicatrici. Qualche giorno dopo arrivò il contrordine dal comando militare: non era più necessario togliere i tatuaggi. Ma ormai... Tania con segni e cicatrici, tornò ad Ascoli e concluso l’addestramento, arrivò al Reggimento artiglieri alpini di Trento. In un anno di attività, racconta la ragazza nella lettera, tentò di dimostrare quanto fosse importante quel lavoro, ma alla fine venne “congedata per scarso punteggio”. Danno e beffa, stanno sempre insieme. Ma la ragazza di Caserta non si rassegna e giura che prima o poi riuscirà a fare la soldatessa. (k.g.)

