La Procura negli uffici Sasi per il concorso da 67 posti

26 Gennaio 2018

Polizia giudiziaria nella sede a Follani per chiedere gli atti della selezione Presidente e vice assenti: gli ufficiali di pg torneranno nei prossimi giorni

LANCIANO. La Procura bussa alle porte della Sasi. Questa volta è la magistratura frentana a volerci vedere chiaro nel concorso bandito dalla società del servizio idrico per l’assunzione di 67 figure professionali, che tanto clamore sta creando dal momento della sua pubblicazione, avvenuta alla chetichella il primo ottobre scorso. Così, ieri mattina, gli agenti della polizia giudiziaria si sono recati nella sede della Sasi, in contrada Follani, per acquisire documenti sul concorso e parlare con il presidente della società del servizio idrico, Gianfranco Basterebbe, e con la vice presidente -neo nominata- Paola Tosti. Ma nessuno dei due dirigenti era in sede. Una visita sollecitata da molti quella della Procura, per via del concorso che, in base alla entrata in vigore del decreto attuativo della riforma Madia, non potrebbe essere fatto. Il decreto, infatti impone alle partecipate, come la Sasi, il divieto di assunzione a tempo indeterminato fino al 30 giugno 2018. Invece la società partecipata dai Comuni, che ha ricevuto 2.300 domande per il concorso, è andata avanti con la preselezione e le prove: il 28 dicembre c’è stata quella scritta, il 17 e il 24 gennaio scorsi i primi due orali, mentre altri due turni erano in programma il 30 gennaio e il primo febbraio prossimi. Nel frattempo, però, ci sono stati ricorsi al Tribunale amministrativo regionale da parte di persone escluse, anche se avevano i requisiti per partecipare al bando. Pare che qualcuno abbia anche fatto un esposto alla Procura frentana che, quindi, si è mossa per capire cosa stia accadendo. Si dice tranquillo il presidente Basterebbe. «Sono a Milano da tre giorni», dice raggiunto al telefono dal Centro, «tornerò domani sera (oggi per chi legge, ndc). Non mi risulta che la Procura abbia sequestrato atti o documenti, ha chiesto di vedere me e la vice presidente e di poter consultare dei fascicoli relativi, presumibilmente, al concorso. Torneranno nei prossimi giorni e in quell’occasione metteremo a disposizione degli inquirenti ogni documento. Sono tranquillissimo». Giorni fa, nonostante le rimostranze e l’invito a fermarsi del consigliere Mauro Febbo e del deputato Fabrizio Di Stefano, entrambi di FI, Basterebbe aveva detto di voler andare avanti, che «la situazione era complessa ma che la selezione non era inficiata dal decreto attuativo». «Il problema si porrà al momento del contratto di assunzione», ha detto Basterebbe, «potremmo procedere con l’assunzione a tempo determinato (mentre il concorso era a tempo indeterminato, ndc) ma stiamo valutando con i nostri legali e interpellando i ministeri competenti se è possibile trovare un percorso alternativo». Ad oggi questo non risulta esserci, ma intanto la selezione va avanti. (t.d.r.)
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