La proposta dell’Ordine dei medici: «Serve un’unica regia per l’emergenza»

«Se asintomatici, anche i medici che hanno avuto contatti con casi positivi al coronavirus sono costretti a continuare a lavorare senza mascherine e altri dispositivi di protezione individuale». A...
«Se asintomatici, anche i medici che hanno avuto contatti con casi positivi al coronavirus sono costretti a continuare a lavorare senza mascherine e altri dispositivi di protezione individuale». A lanciare l’allarme è Ezio Casale (nella foto), presidente dell’Ordine dei medici di Chieti. «Siamo in una fase di emergenza della pandemia e la parole d’ordine è restare a casa per cercare di frenare il ritmo dei contagi ed evitare il collasso dell’intero sistema sanitario. Purtroppo i problemi clinico assistenziali della nostra provincia sono già molto importanti. Continuiamo a pagare il prezzo di una politica dissennata degli ultimi decenni, con tagli al fondo sanitario che hanno portato alle attuali gravi carenze di personale». Poi, Casale entra nello specifico: «Anche i medici del territorio, di medicina generale e di continuità assistenziale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, dipendenti dei distretti e medici del 118 sono purtroppo a tutt’oggi ancora sprovvisti dei dispositivi di protezione individuale. Chiedo pubblicamente alla Regione e alla Asl a che punto sono i rifornimenti di mascherine, camici e occhiali protettivi, a suo tempo richiesti, e quali sono i previsti tempi di consegna per tutto il personale». Nelle scorse settimane è stato predisposto con il direttore generale della Asl, Thomas Schael, un vademecum, condiviso con l’Ordine e la medicina del territorio, «che indicava una serie di procedure da seguire, alcune delle quali andrebbero forse anche aggiornate visti gli sviluppi della situazione. Oggi, però, è necessario un maggiore e migliore coordinamento tra i medici di famiglia, pediatri di libera scelta e guardie mediche con i servizi di sanità pubblica e con il 118. Ora abbiamo bisogno di una regia unica che detti procedure corrette per ridurre al minimo i rischi. Tutti dobbiamo collaborare: solo se rispetteremo i provvedimenti adottati dalle autorità e seguiremo quanto indicato dalla scienza, riusciremo a vincere questa enorme sfida». (g.let.)

