La Provincia torna al voto: due liste in corsa

Sono 24 i candidati al consiglio: il centrosinistra schiera due sindaci, vanno insieme Lega, Forza Italia e Fdi
CHIETI. Una sfida tra due liste per il rinnovo del consiglio provinciale in programma il prossimo 31 marzo. Ieri, il primo a presentare la lista con 12 nomi di sindaci e consiglieri comunali, è stato Daniele D’Amario, neo consigliere regionale di Forza Italia e coordinatore provinciale del partito. E la lista per la Provincia ricalca la stessa alleanza vittoriosa alla Regione con il presidente Marco Marsilio: Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia tutti insieme. Nel gruppo del centrodestra, c’è un solo sindaco in corsa, Giuseppe Finamore, primo cittadino di Villa Santa Maria; tra gli altri, spunta anche Efrem Martelli, già candidato alla Regione con una dote di 2.051 preferenze.
Pronta anche la lista del centrosinistra che guarda alle liste civiche sull’onda del modello lanciato da Giovanni Legnini alle elezioni regionali: la lista sarà presentata questa mattina. Ne fanno parte due sindaci, Arturo Scopino, di Montelapiano, consigliere provinciale uscente, e Massimo Tiberini di Casoli.
La competizione a Chieti, con 1.248 sindaci e consiglieri di 104 Comuni chiamati al voto, riveste un’importanza particolare: il 31 ottobre scorso, il presidente uscente Mario Pupillo del Pd ha stravinto battendo il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio di Forza Italia con un distacco di oltre 8mila voti ponderati (55,49% contro 44,51%). Un’elezione senza storia: Pupillo ha conquistato i centri più importanti e ha vinto in tutte le fasce tranne che nei Comuni tra 3 e 5mila abitanti. Ma, dopo la vittoria di Marsilio in Regione, i rapporti di forza potrebbero cambiare.
Dal Pd arriva il commento del segretario provinciale Gianni Cordisco: «La nostra lista rappresenta tutto il centrosinistra, tutti i territori della provincia e il Pd, con generosità, ha offerto la rappresentanza femminile visto che è la prima volta in cui c’è un vincolo con la presenza di almeno 5 donne su 12. E poi», sottolinea Cordisco, «non si tratta di autocandidature ma di persone che hanno l’appoggio dei sindaci. È una lista, poi, che guarda ai moderati esclusi dalla nuova destra abruzzese. Ci sono gli uscenti ma ci sono anche nomi nuovi nell’ottica di un percorso rinnovato per migliorare quello che si è fatto in questi anni». (p.l.)

