La Provincia vuole vendere i 42 alloggi degli scienziati

5 Agosto 2015

Il residence di fianco all’ex Centro ricerche è nel piano di dismissione dei beni Il presidente Pupillo: «Pronti anche all’usufrutto con imprenditori turistici»

SANTA MARIA IMBARO. C’è anche il residence dell’istituto Mario Negri Sud nel “Piano di valorizzazione immobiliare” della Provincia di Chieti. Tra i gioielli di “famiglia” messi in vendita dall’ente per fare cassa ci sono 26 immobili tra ex case cantoniere, vecchie sedi di istituti scolastici, immobili e terreni. A questi sono stati aggiunti anche i 42 appartamenti della foresteria dell’ex fondazione scientifica. Si tratta di una struttura separata dal complesso principale, valutato oltre 20 milioni di euro, e che da sola varrebbe circa 8 milioni di euro secondo i calcoli dell’ente.

I mini appartamenti sono distribuiti in monolocali, bilocali e appartamenti per quattro persone con 4 camere da letto complete di bagno singolo e una cucina e una sala in comune. Il residence nei suoi 27 anni di storia è stato praticamente utilizzato da quasi tutti i dipendenti e ricercatori della Fondazione scientifica. Lo hanno abitato borsisti e scienziati venuti da fuori regione e dall’estero, e anche chi doveva seguire la ricerca da vicino e non aveva possibilità di affittare altrove. Giovani ragazzi pieni di speranze e di aspettative nel mondo della ricerca e anche piccoli nuclei famigliari con bambini. I canoni dei 42 appartamenti erano calmierati e adattati ai contratti somministrati ai dipendenti del Negri Sud, notoriamente non milionari. Un mese di affitto costava in media meno di 200 euro. Nella parte esterna della struttura ci sono anche spazi verdi con alberi e fiori curati con amore da tutti i ricercatori che hanno abitato in quella sorta di campus della ricerca. Ci sono parcheggi auto e uno spazio comune al piano terra adibito a sala relax e a ludoteca.

Il residence è attualmente semi deserto. Poichè è stato dato in usufrutto dalla Provincia alla Fondazione Mario Negri Sud assieme alla struttura principale per 30 anni (ne restano 28) attualmente viene gestito dai commissari liquidatori a seguito della chiusura per fallimento della fondazione scientifica. Dal giugno scorso i commissari hanno affittato circa 7 dei 42 appartamenti con contratti cosiddetti transitori, ovvero a inquilini (come i trasfertisti della Sevel) che devono restare in Abruzzo per pochi mesi. Questo per lasciare comunque aperta la possibilità che il centro ricerche risorga dalle ceneri e che gli appartamenti vengano di nuovo affittati a borsisti e scienziati.

La Provincia, tuttavia, ha in mente altro per quella struttura. «Si tratta di un’operazione virtuosa», spiega il presidente dell’ente Mario Pupillo, «che serve per attivare la redditività di immobili che altrimenti resterebbero in disuso e all’abbandono. La proprietà resta alla Provincia. Se qualche imprenditore turistico o immobiliare è interessato, gestiremo anche la faccenda dell’usufrutto, più semplice per quanto riguarda il residence rispetto alla struttura principale che è troppo grande e che ha comunque una destinazione d’uso vincolata alla ricerca».

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