La quarantena vista da 34 anziani: noi, lontani dai figli

3 Gennaio 2021

I pensionati Cisl affidano a un libro i ricordi del lockdown «Chiusi in casa senza più un ruolo, così ci sentiamo svuotati»

CHIETI. Sono 34 le testimonianze sulla quarantena anti-Covid riunite nel libro “Racconto come cura” pubblicato dalla Cisl pensionati di Chieti con il suo coordinatore Agostino Cicolini e la segretaria della rappresentanza locale sindacale, Annamaria Ferri, in collaborazione con la coordinatrice donne, Maria Luisa Tricca. «La raccolta ha l’obiettivo di alleggerire la tensione suscitata dalla pandemia attraverso la condivisione delle proprie storie personali», spiega Cicolini, «questa strategia ha funzionato sia per i nostri sostenitori scrittori sia per quelli lettori».
«A ottanta anni, contro un nemico subdolo, ti senti svuotato. Non sentirsi dire più “papà che facciamo?” ti fa sentire escluso distruggendoti dentro. A causa di un essere invisibile non hai più un ruolo», scrive Mario Cesari di Ortona. «È stato insolito, inaspettato, inimmaginabile e, in alcuni tratti, limitante e costrittivo ma anche con tante possibilità di vivere tanto altro... Spesso mi sono sentita grata nel trovarmi in un posto così campestre privo di mondanità o comodità», riflette sul periodo passato in quarantena Cinzia Coccogna di Castel Castagna. «Ci manca il contatto con i nostri cari, con i nostri amici... vedo pochissimo i miei figli e i miei nipoti. Adesso non andare a trovare i nonni è diventato un atto d’amore per proteggerci da questo maledetto virus che ci ha sconvolto completamente la vita», tuona Irene Guardiani di Notaresco. «Certamente non torneremo mai più ad essere quelli di una volta, a concepire la vita, sia propria che quella lavorativa. Subiremo cambiamenti, modificazioni al nostro essere quotidiano, dei nostri stili di vita e di lavoro. Occorre farsi forza, trovare l’energia e la volontà per andare avanti. Vanno inventate, collaudate ed applicate nuove soluzioni», pronostica Antonio Scuteri di Teramo.
Il libro, finito di stampare lo scorso dicembre, è stato distribuito a tutte le organizzazioni territoriali e nazionali della Cisl pensionati e del coordinamento donne. «La scrittura è un grande stimolo neuronale per la memoria ma ha anche una funzione sociale poiché nei momenti critici lo scambio di sentimenti, riflessioni e sensazioni funge da terapia d’aiuto», dice nella prefazione Eva Santangelo, neo eletta coordinatrice donne a livello nazionale.
Ecco i nomi dei pensionati che hanno condiviso emozioni, esperienze, speranze, paure, passioni, poesie e preghiere: Liliana Cavallo, Sabatino Luciani, Donatino Primante, Annamaria Ferri, Margrid e Mario Di Labio, Matteo Di Matteo, Mario Cesari, Agostino Cicolini, Maria Luisa Tricca, Luisella Santoferrara, Giovanni Luciano, Gennaro Luciano, Enzina Tucci, Flora e Franco Ciarciaglini, Riccardo Gentile, Alessandro Di Naccio, Pietro Ciarrone, Anna De Francesco, Lorenzo Cinquino, Teresa e Mario Gatti, Giovanni Giannini, Irene Guardiani, Rosanna Romano, Nadia Mancinelli, Lucio Petrongolo, Liliana Cicolini, Alfonso Di Paolo, Daniela Venanzi, Agostino Di Giovanni, Nadia Seccia, Antonio Scuteri e Cinzia Coccagna. Per prenotare una copia del libro scrivere una mail a: fnp.cisl.chieti@tin.it. (d.z.)