La rabbia del papà di Noemi: ora basta

Il giudice di Torino conferma il sequestro delle cellule Stamina, Sciarretta attacca: negata l’assistenza a mia figlia
GUARDIAGRELE. «Sono stanco di uno Stato che non ha rispetto per noi che onestamente chiediamo una terapia, mentre sono le istituzioni a rasentare l'illegalità». Commenta così Andrea Sciarretta, il giovane papà di Noemi, la notizia del sequestro confermato dal Gup di Torino di tutte le attrezzature e i materiali della fondazione Stamina agli Spedali civili di Brescia, dove veniva condotta la sperimentazione delle cure con cellule staminali. Chiesto la scorsa estate dal pm Raffaele Guariniello nell'ambito di un'indagine su Stamina e il suo fondatore Davide Vannoni, il sequestro venne a pochi giorni dall'inizio delle infusioni delle staminali sulla piccola Noemi, due anni ammalata di Atrofia muscolare spinale (Sma 1), imposte dalla Corte d'appello dell'Aquila al termine di un lungo braccio di ferro legale tra la famiglia Sciarretta e gli Spedali bresciani. «Spero a questo punto», spiega stanco Andrea, «che la politica cambi atteggiamento, e non penso alla questione Stamina in particolare ma su tutto. Da noi devono cambiare gli enti locali e la Regione, che si comportano in modo a dir poco osceno nei confronti dei disabili», osserva il papà della bimba, «visto che in Abruzzo non c'è assistenza per chi è malato come Noemi, non c'è personale specializzato a trattare una persona affetta dalla Sma, non ci sono strutture in cui effettuare almeno controlli periodici. A darci solidarietà è tanta gente, praticamente tutti ma non le istituzioni sanitarie». Andrea rimarca irritato che «non è servita nemmeno l'enorme popolarità data alla vicenda di Noemi da Papa Francesco, che un anno fa ci invitò in Vaticano. Tutto quello che ci ritroviamo è un'enorme pila di giornali che parlano del caso di nostra figlia, mentre non abbiamo avuto nulla di concreto, non c'è stata assistenza a favore di una bimba disabile in gravi condizioni». Poi Andrea annota un dettaglio importante. «Forse», spiega, «a qualcuno potrebbe far comodo appioppare a Noemi il marchio Stamina. Ma quella terapia, lo ripeto per l'ennesima volta, è stata a lungo l'unica a essere prospettata. Nessuno deve dimenticare che fino al sequestro era sperimentata in un ospedale pubblico, e che noi ne abbiamo richiesto l'accesso in quanto cura compassionevole, l'ultima spiaggia in assenza di protocolli ufficiali». Poi Andrea parla delle prospettive, ora che il sequestro appare definitivo. «I nostri avvocati», spiega, «stanno esaminando le azioni legali possibili, un'opposizione la faremo».
Francesco Blasi
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