«La raccolta dell’uva un disastro: crollo oltre il 70 per cento»

6 Ottobre 2023

De Iure: la peronospora un flagello, servono aiuti subito Colasante: nessuno ricorda un danno simile alle colture

ORTONA . La vendemmia 2023 è ormai agli sgoccioli e quello stilato dagli addetti ai lavori è un bilancio disastroso. Le forti piogge di maggio e giugno, che hanno favorito il proliferare del fungo della peronospora nei vigneti, non hanno permesso di svolgere i trattamenti necessari. Di conseguenza il raccolto è stato scarsissimo: oltre il 70 per cento in meno della produzione. È un dato che spaventa. Numerosi, infatti, sono stati gli agricoltori che non hanno nemmeno iniziato la raccolta dell’uva, proprio perché il fungo ha attaccato perfino gli acini rendendo, il prodotto impossibile da conferire. Un danno enorme, che addirittura sembra sottostimato e che porterà strascichi anche in futuro.
«È andata peggio di come ci aspettavamo», riferisce Carlo De Iure, presidente della cantina sociale San Zefferino di Caldari, «una perdita sul totale di circa il 70%, specialmente su montepulciano e trebbiano. Ma anche le uve giovani hanno risentito di questo grave fenomeno che ha colpito i vitigni a causa delle forti piogge. Ci auspichiamo che ci sia un intervento concreto e tempestivo da parte della Regione, in risposta a tutti quegli agricoltori che non hanno raccolto niente e che hanno comunque affrontato le spese dovute al mantenimento e alla gestione dei terreni. Siamo di fronte a uno stato emergenziale ed è necessario trovare soluzioni subito».
Non disegna un quadro migliore Luigi Colasante, presidente della società cooperativa Progresso agricolo di Crecchio. «Da oltre 400mila quintali di prodotto dell’anno scorso, durante questa vendemmia sono stati raccolti circa 140mila quintali di uva, c’è una perdita grandissima, nei giorni in cui è andata bene abbiamo avuto massimo tremila quintali di uva conferiti», racconta Colasante, «io ho 70 anni, ma nemmeno gli esperti contadini più anziani di me ricordano un danno simile alle colture come quello prodotto dalle piogge di quest’anno che, impedendo agli agricoltori di rientrare nei vigneti e fare i trattamenti, hanno agevolato la diffusione della peronospora. Abbiamo fatto numerose riunioni e chiediamo interventi veloci, si è parlato di aiuti e sostegni, bisogna però stimare i danni subito perché non è possibile aspettare oltre».
Non è solo l’umidità il problema di quest’annata, anche la successiva siccità ha appesantito la situazione. A sottolinearlo Daniele Ferrante, direttore di produzione di Cantina Tollo, che conferma i dati snocciolati fino a ora, riportando la stessa percentuale di perdita e dichiarando una produzione di circa il 35 per cento. «Viviamo un momento difficile», rimarca Ferrante, «dopo che abbiamo registrato più di 50 giorni di pioggia tra maggio e giugno, una bagnatura del fogliame quasi quotidiana che ha favorito lo sviluppo del patogeno fino all’acino. A questo si aggiunge la siccità estiva che abbiamo subito dopo che i terreni non erano stati lavorati e abbiamo così assistito a un processo di scarsa crescita degli acini». E conclude con una piccola analisi sui vini prodotti: «A livello di qualità i bianchi di questo anno si possono definire comunque buoni, i rossi invece hanno meno alcol e meno struttura del 2022».
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