La Rebeggiani apre ai visitatori, la caserma fu campo di prigionia

L’enorme struttura dello Scalo ospita ora il Centro amministrativo dell’Arma dei carabinieri I ragazzi del liceo Vico e dalla scuola media Mezzanotte faranno da ciceroni insieme ai volontari
CHIETI. Vicende che hanno segnato generazioni, luoghi che raccontano momenti indelebili di storia. Si aprono al pubblico i cancelli della caserma Enrico Rebeggiani a Chieti Scalo, mentre sul Colle si ripercorre la storia dei produttori del liquore Corfinio.
LE GIORNATE FAI
«Mettete le scarpe da tennis» è l’invito di Roberto Di Monte, capo delegazione Fai di Chieti, a vistare i tesori che da questa mattina saranno aperti a tutti in occasione delle giornate di primavera promosse dal Fondo ambiente italiano (Fai). Per tutto il fine settimana i cittadini potranno visitare luoghi inaccessibili e meraviglie del patrimonio italiano che spesso tendono a mimetizzarsi nel trambusto quotidiano. «Lo stile del Fai è andare sempre alla ricerca di luoghi sconosciuti al grande pubblico», prosegue Di Monte.
LA CASERMA
Un muraglione alto 4 metri, sormontato da filo spinato, che racchiude storie di prigionia e sofferenze. Oggi e domani si spalancano i cancelli del Centro nazionale amministrativo dell’Arma dei Carabinieri in viale Benedetto Croce 154, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18,30. La caserma è intitolata a Enrico Rebeggiani, concittadino e tenente dei carabinieri insignito della medaglia d’oro al valore per essersi distinto durante la Seconda guerra mondiale. «Nella speranza di far conoscere i beni custoditi e di valorizzarli», spiega il colonnello e vicecomandante della caserma, Nicola Petito, «siamo aperti a tutti». Un viaggio suggestivo all’interno di una delle caserme sorte in epoca fascista, come campo di internamento e destinato alla detenzione di prigionieri di guerra e antifascisti. «I sei edifici all’ingresso sono rimasti tali dalla loro costruzione», racconta il vicecomandante Petito. Da campo di prigionia a campo profughi, da quarto battaglione allievi all’attuale Centro nazionale amministrativo, «sono tanti i ragazzi passati tra queste mura», prosegue Petito, «e che portano i ricordi di un’esperienza militare in questa struttura». Sale espositive e visite alle camerate usate in tempo di guerra dai prigionieri e successivamente dagli allievi del Centro addestramento reclute: sono molti i locali che potranno essere visitati sotto la guida di giovani ciceroni del liceo classico Vico e della scuola media Mezzanotte, insieme ai volontari del Fai. A cura del Piccolo teatro dello Scalo ci saranno anche interventi attoriali. Domani alle 11 e alle 15,15 c’è il concerto della fanfara dei carabinieri. La visita della struttura si propone anche come un’occasione per far conoscere ai giovani visitatori la realtà della caserma, incuriosirli e incentivarli verso quello che potrebbe per alcuni diventare un futuro percorso di vita. Oltre alle scuole, a supportare la visita della caserma sono anche l’associazione carabinieri in pensione, l’Arma e il club Unesco di Chieti.
IL MUSEO
Oggi dalle 15 alle 18,30 e domani dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18,30 in viale Amendola 68 si ripercorre la storia della famiglia di produttori teatini del liquore Corfinio. Dal 1858 la famiglia continua la produzione del distillato seguendo la ricetta tradizionale e segreta. «Ci sono 42 tipi di erbe raccolte anticamente sul monte Maiella», spiega Fausto Napoli Barattucci, discendente della famiglia e direttore del museo.

