La Regione archivia il pirogassificatore: «Non si farà»
Mazzocca: ho disposto l’archiviazione del progetto. Esulta il comitato No Inceneritore in Val di Sangro: avevamo ragione
LANCIANO. «Avevamo ragione noi, le nostre paure e diffidenze verso il progetto erano fondate», è raggiante Marco Severo, presidente Noimessidaparte-Aps e coordinatore del Comitato No Inceneritore in Val di Sangro, appresa la notizia che il pirogassificatore in Val di Sangro (Colle Campitelli-Brecciaio) non si farà. La parola fine è stata detta da Mario Mazzocca, sottosegretario alla presidenza della giunta regionale: «La Regione Abruzzo si appresta ad archiviare, nelle forme di legge, il progetto di costruzione di un impianto di pirogassificazione dei rifiuti in località Brecciaio-Colle Campitelli. Alla luce della infruttuosa decorrenza dei termini dell’ultima proroga concessa dal competente Servizio, ho personalmente e formalmente provveduto ad invitare i responsabili del Servizio Valutazione Ambientale, oltre che il presidente del Comitato VIA Abruzzo, a voler procedere, senza indugio alcuno, a disporre l’archiviazione della pratica».
Per Severo: «Ci sono voluti oltre due anni per chiudere la vicenda di Brecciaio, il progetto del pirogassificatore di rifiuti proposto il 26 agosto 2015 dalla Marcantonio Sas, trova finalmente pace, nessun altra proroga, cosi come avevano chiesto, poco più di una settimana fa, nella loro diffida, i rappresentanti di comitati e associazioni. Fondamentale oltre alle pressioni di cittadini, associazioni e amministrazioni comunali la richiesta esplicita da parte di Mazzocca».
In questi due anni ci sono stati la costituzione di un comitato (No inceneritore in Val di Sangro), la mobilitazione di sindaci, l'impegno di associazioni e movimenti, un imponente manifestazione, a Lanciano. Si trattava di una struttura biomassa/inceneritore da 26 MWt che poteva trattare 33mila t/anno di rifiuti e 52.560 t/anno era la capacità di trattamento. Alla fine si sarebbero prodotti gas (syngas: 1% d’idrogeno solforato, 8% di monossido di carbonio), olio (synoil: 1% di zolfo, idrocarburi policiclici aromatici) e carbone (chair: 80% amorfo, cosiddetta feccia che contiene cloro [che è la base della diossina] nella componente volatile; 18% ceneri, ossidi metallici; 2% idrogenuri e solfuri), combustibili che poi saranno bruciati per alimentare 24 ore su 24 una turbina a vapore per la produzione di energia elettrica. Oltre a tutto ciò il pirogassificatore sarebbe dovuto sorgere in una zona contigua a due SIC "Lago di Serranella" e "Bosco di Mozzagrogna. «È stata una protesta partita dal basso, fatta da tanti cittadini che personalmente, in qualità di coordinatore del Comitato popolare “No Inceneritore” vorrei ringraziare uno per uno», conclude Marco Severo, «ma per ovvi motivi è difficile. Questa battaglia di certo non sarà l’ultima contro un progetto inutile e dannoso per la salute, rappresenta però un passo in più nella conquista di un mondo migliore all’insegna dell’ambiente e dell’eco-sostenibilità». Matteo Del Nobile

