La Regione cancella l’ospedale Dal Pozzo: ennesima presa in giro

La nuova programmazione sanitaria della giunta Marsilio inviata alla commissione dell’Emiciclo L’ex sindaco: «Qui vogliamo tutto ciò che è stato promesso alla cittadinanza e al comprensorio»
GUARDIAGRELE. «Il presidente della Regione Marco Marsilio, l'assessore alla sanità Nicoletta Verì e il consigliere Mauro Febbo, hanno cancellato l'ospedale di Guardiagrele dalla nuova programmazione». Ad affermarlo, è il gruppo consiliare di minoranza “Guardiagrele il bene in comune”, parlando del documento che la giunta regionale presenterà alla commissione sanità del consiglio e in esso, per l'ospedale di Guardiagrele, non c’è nulla di quanto era stato garantito da Marsilio, Verì e Febbo.
«Ci troviamo», sottolinea il gruppo di centrosinistra, «di fronte all'ennesima presa in giro della cittadinanza e delle istituzioni». Il gruppo ricorda quindi che sono ormai quasi due anni che la giunta Marsilio, prima in piazza nell'estate del 2019 con l'ex assessore Febbo e poi, nel corso della campagna elettorale nell'agosto 2010, va a Guardiagrele per dire che il locale ospedale sarà riconosciuto come una costola dell'ospedale di Chieti, con la riattivazione di posti letto per acuti e chissà, quali altri miracoli. «Il documento della giunta regionale», precisa l'ex sindaco Simone Dal Pozzo, «non dice però nulla in proposito e, anzi, vede la locale struttura, classificata come ospedale di comunità, sia pure con un paragrafo dedicato, esattamente quella che è oggi. Non vi è poi nessuna traccia degli atti, senza ufficialità, che vennero sventolati in piazza e che nessuno ha mai visto. Come mai», si domanda Dal Pozzo, «nessuna delle caratteristiche dello “stabilimento ospedaliero” trova spazio in questo documento, quando si elencano invece, le deroghe, chieste ad esempio, per Penne o Sulmona? Come mai la giunta regionale, che a più riprese ha offerto garanzie a una popolazione letteralmente abbandonata, ha licenziato un atto che non contiene nessun riferimento preciso?».
L'ex sindaco evidenzia poi che può anche accadere che, per salvare la faccia, qualcuno ora aggiungerà qualcosa o tenterà di addolcire la pillola, ma resta però il fatto che la programmazione doveva essere completa di tutto quello che in questi ultimi 20 mesi è stato promesso alla città e al territorio.
La critica del centrosinistra, si estende poi all’impianto dell'intero documento. «Ci sembra», sottolinea il gruppo, «una programmazione fondata su criteri e su presupposti che la pandemia ha ormai messo fuori gioco, ed è come se il Covid, al di là dell'annuncio dei posti di terapia intensiva e sub intensiva, evidentemente necessario, non abbia insegnato nulla. Numerosi studi e le più diffuse statistiche», continua il gruppo, «hanno ad esempio dimostrato non solo che è necessario potenziare l' assistenza domiciliare, ma anche che la mortalità per il Covid è inversamente proporzionale al numero dei posti letto ospedalieri. Meno posti letto uguale più decessi. Ecco perché», sottolinea il gruppo, «ci si aspettava non tanto una riconversione per il Covid di posti letto già esistenti, ma una rivoluzione che non vediamo. I piccoli ospedali», continua il gruppo, «sono tutti declassati a ospedali di comunità. Questi, però, non sono la risposta a quelle patologie che, pur non essendo gravi, sono state abbandonate per fare fronte all'emergenza sanitaria. Il caso di Guardiagrele», conclude il gruppo, «è emblematico di un meccanismo che non si vuole far funzionare a causa di una logica che non restituisce alla sanità pubblica il suo ruolo centrale».
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