«La Regione ci prende in giro Basta incontri sulla sanità»

14 Settembre 2017

GUARDIAGRELE. Secondo l’associazione “Diritto è Salute” l’ultimo incontro convocato dalla Regione a Pescara, per discutere del futuro dell’ospedale di Guardiagrele, al quale hanno partecipato i...

GUARDIAGRELE. Secondo l’associazione “Diritto è Salute” l’ultimo incontro convocato dalla Regione a Pescara, per discutere del futuro dell’ospedale di Guardiagrele, al quale hanno partecipato i responsabili della Regione e della Asl, gli amministratori comunali e i rappresentanti politici delle opposizioni e della associazioni, si è rivelato una presa in giro. «Le promesse iniziali», osservano infatti i membri del direttivo del sodalizio Pietro D’Amico, Mario Scamuffo, Genoeffa Iacovella, Nicolino Liberatoscioli, Marta Caramanico e Pietro Polara, «sono state tutte completamente disattese, al punto che lo stesso direttore dell’Agenzia Sanitaria, Alfonso Mascitelli, ha dovuto ammettere di non poter inviare al ministero della Salute la proposta prodotta per il nostro ospedale. A questo punto», continuano i dirigenti del sodalizio, «ci chiediamo a cosa serve ancora questo tavolo sull’ospedale di Guardiagrele, visto anche che, per indiretta ammissione dello stesso Mascitelli, non ha poi alcuna speranza di produrre un risultato concreto. La nostra associazione si sente tradita dalle istituzioni, considerando che i quattro incontri finora svolti si sono rivelati del tutto inutili».
L’associazione “Diritto è Salute” evidenzia poi di aver notato un brusco cambiamento di atteggiamento da parte delle istituzioni regionali poiché, dopo essere stata invitata a partecipare ai tavoli di lavoro e essere stata sollecitata a elaborare la sua proposta di riprogrammazione dell’ospedale, ha dovuto poi constatare che la proposta presentata, non era stata nemmeno presa in considerazione. «Anzi», aggiungono i membri dell’associazione, «abbiamo avuto la netta impressione che la Regione non abbia proprio alcuna volontà di dare un futuro all’ospedale. A questo punto», concludono i dirigenti, «la nostra associazione non intende prendere più parte a simili buffonate e preferisce continuare a difendere il diritto alla salute dei cittadini nelle piazze a diretto contatto con la gente, con la faccia pulita e la serietà delle persone per bene».
Giovanni Iannamico
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