«La Regione dica no al piano del gas dal lago»

27 Luglio 2017

Bomba. Interpellanza di Marcozzi (M5S): il ministero escluda quel sito dai giacimenti sfruttabili 

BOMBA. Un’interpellanza della capogruppo Sara Marcozzi è stata depositata ieri mattina in Consiglio regionale per fare chiarezza sulle azioni che la Regione sta mettendo in campo per fermare il progetto di estrazione del gas sul lago di Bomba proposto dalla Cmi Energia Spa. Si tratta dello stesso sito che ha già visto la bocciatura per ben due volte da parte del Comitato Via regionale. Da ultimo, con sentenza da parte del Consiglio di Stato del 17 febbraio 2015, sembrava essere arrivato lo stop definitivo al progetto. Titolare del permesso dal 1969 era l’Agip che nel 1992 chiede al ministero di rinviare i lavori di sviluppo e coltivazione a causa dell’instabilità della superficie e dell’elevata franosità del territorio tanto che la spinge a rinunciare al progetto. Ma il 13 febbraio 2004, nonostante le negative valutazioni fatte qualche anno prima rispetto al rischio geologico del sito, Forest Oli Spa diventa titolare del giacimento di idrocarburi su terraferma “Monte Pallano” che ha come obiettivo lo stesso giacimento, quello di Bomba, il più grande giacimento accertato di gas in terraferma del Paese. A bocciare il progetto ci penserà il Consiglio di Stato che a febbraio 2015, con i ricorrenti del Comitato di cittadini “Gestione Partecipata Territorio” di Bomba e l’associazione Wwf Abruzzo, vedrà soccombere la multinazionale canadese.
«Si tratta di un progetto da sempre osteggiato, a ragion veduta, dalle comunità locali», dichiara Sara Marcozzi, «per questo ho deciso di presentare un’interpellanza al presidente Luciano D’Alfonso, per chiedere quali azioni concrete stia mettendo in campo la regione contro questo scellerato progetto. È inammissibile che, nonostante le evidenti e immutate criticità che dal 1969 interessano quel giacimento, gruppi petroliferi internazionali si ostinino a presentare istanze per lo sfruttamento di quel sito. Per questo», conclude Marcozzi, «investirò del problema i miei colleghi in Parlamento per chiedere al ministero dell’Ambiente di rilasciare parere negativo sull’istanza presentata dalla Cmi Energia e chiedendo di intervenire, attraverso il ministero dello Sviluppo Economico affinché escluda per sempre quel sito dall’elenco dei giacimenti sfruttabili».