«La Regione mantenga gli impegni presi»

29 Luglio 2022

Febbo: «Dei 60 milioni promessi per il policlinico, ne sono a disposizione 49». Paolucci: «Altro scippo»

CHIETI . Il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, lancia l’appello alla Regione affinché mantenga gli impegni presi per l’ospedale di Chieti. «Apprendo con stupore e rammarico», afferma, «che per i fondi da destinare all’ospedale di Chieti si sta prefigurando un venir meno agli impegni presi in quanto a fronte delle risorse promesse, 60 milioni di euro, a oggi la Regione, e nello specifico il Dipartimento regionale (la parte tecnica), ne metterebbe a disposizione solo 49 milioni». Il riferimento è ai fondi annunciati per riqualificare il policlinico di Chieti sotto il profilo strutturale e tecnologico. Una vicenda che Febbo definisce paradossale in quanto «proprio il direttore del Dipartimento Sanità Claudio D'Amario aveva concordato ed illustrato, nel corso di un incontro al quale avevano partecipato l’assessore Nicoletta Verí, il rettore della d’Annunzio e il suo delegato e il direttore generale della Asl, che avrebbe finanziato il riordino con una prima tranche di 60 milioni dividendo la delibera Cipe tra le Asl di Teramo e Chieti. Peraltro», aggiunge Febbo, «l’incontro era stato anticipato da confronti in maggioranza. Invece, oggi apprendiamo che per Teramo il finanziamento è stato confermato mentre per Chieti mancano all’appello 11 milioni di euro. Spero, anzi, invito i vertici sanitari regionali, Dipartimento e assessorato, a tornare sui propri passi e a mantenere gli impegni presi. Chieti e il suo ospedale clinicizzato lo meritano».
Sulla questione interviene anche il capogruppo dem Silvio Paolucci: «Dalle dichiarazioni dell’ex assessore Febbo, apprendiamo che c’è il rischio che Regione e Asl lascino di nuovo senza fondi l’ospedale clinicizzato, sconfessando gli annunci fatti giorni fa». E conclude: «Non è pensabile che la città subisca un nuovo scippo, l’ennesimo, dopo la perdita di tutti i finanziamenti e i progetti pronti lasciati dal centrosinistra, perché il capoluogo avesse un ospedale moderno e un Dea di II livello». (a.s.)
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