«La Rems all’Aquila, meno male»
Iacovella esulta: ora il nostro ospedale diventi Casa della salute
GUARDIAGRELE. La notizia che la Rems - Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza - abruzzese non sarà più collocata nei locali del locale ospedale Santissima Immacolata, ma probabilmente nell' ex nosocomio psichiatrico di Collemaggio, a L’Aquila, fa tirare un sospiro di sollievo alla cittadina che attendeva con ansia per il prossimo 13 maggio il pronunciamento del Tar, diventato ormai inutile, sul ricorso per l'’annullamento del decreto commissariale per la realizzazione della struttura a Guardiagrele.
«Per il nostro ospedale», osserva l’ex consigliere comunale Nello Iacovella, «la notizia è indubbiamente positiva, sopratutto se si considera che l’esistenza dei reparti di degenza, dei diversi servizi ospedalieri e del distretto sanitario, sarebbe stata incompatibile con la presenza della Rems. Se da un lato si è scongiurato l’arrivo della Rems, bisogna però dire che resta ancora tanta preoccupazione per l’avvenuto trasferimento della clinica psichiatrica che potrebbe rappresentare un ulteriore passo verso la chiusura dell’ospedale. L’assenza di questo reparto di eccellenza», osserva Iacovella, «potrebbe infatti comportare anche la disattivazione completa dei posti letto per acuti nei reparti di Medicina e Geriatria, con il conseguente trasferimento della Lungodegenza».
Iacovella evidenzia quindi che con la nuova situazione venutasi a creare, il presidio ospedaliero guardiese si avvia sicuramente verso la strada della riconversione in una Pta o Casa della salute. «A questo punto», continua Iacovella, «si attende dalla Regione un piano di riconversione dell’ospedale con servizi sul territorio, il potenziamento del distretto sanitario di base e l’istituzione di una Rsa, Residenza sanitaria assistita, con un punto di primo soccorso funzionante 24 ore su 24 e il potenziamento della rete di emergenza-urgenza del 118. Si tratta insomma», conclude Iacovella, «di andare a riempire di contenuti concreti i discorsi finora fatti sulla necessità di spostare l’assistenza sanitaria dall’ospedale al territorio».
Giovanni Iannamico
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