La ribelle Pompilio va via dopo la lite con il sindaco

28 Aprile 2021

La consigliera si dimette dalla commissione per la gestione dell’emergenza Covid e lascia la maggioranza: «Nessuna condivisione, io non alzo la mano a comando»

CHIETI. Serena Pompilio fuori dalla maggioranza che sostiene il sindaco Diego Ferrara. Dopo il no al piano di riequilibrio pluriennale, la capogruppo di Azione Politica segna la sua fuoriuscita con una lettera in cui rimette nelle mani del sindaco l’incarico di componente di maggioranza all’interno del tavolo permanente per la gestione dell’emergenza Covid-19. «Se per maggioranza si intende comunione di intenti, allora non è che io sono fuori dalla maggioranza, ma è che la maggioranza proprio non esiste», dice la battagliera consigliera che rappresenta un partito che non ha avuto alcuna rappresentanza in giunta, né altri posti come la presidenza di un ente legato al Comune, come Chieti Solidale, Teateservizi o il Marrucino. «Non è che Azione Politica dovesse avere per forza un assessorato», dice la capogruppo, «ma il punto è che non abbiamo partecipato neanche alla decisione sulla composizione della giunta. Dopodiché, all’indomani della composizione della giunta, c’è stato un chiarimento ma, nonostante le belle parole del sindaco, non è cambiato nulla. E lo testimonia il fatto che ci siamo ritrovati con un piano di riequilibrio sconosciuto ai consiglieri di maggioranza». Pompilio ha criticato il piano sia dal punto di vista dei contenuti sia soprattutto da quello metodologico: «È stato redatto senza condivisione e senza partecipazione», sottolinea, «avremmo anche potuto scontrarci sulle diverse linee e progettualità del piano di riequilibrio, ma la verità è che non c’è stata neanche la possibilità di uno scontro, perché non se ne è proprio parlato». Ecco perché, secondo la consigliera, «non c’è stata mai una maggioranza. Se poi per maggioranza si intende alzare la mano a comando, noi questo non l’abbiamo mai fatto, neanche in Regione». Per quanto riguarda i contenuti del piano di rientro, quello che proprio Pompilio non ha mandato giù è la volontà di esternalizzare il servizio degli asili nido. Per lei esternalizzazione equivale alla chiusura dei nidi pubblici: «Anche nel 2018», ricorda la consigliera, «la precedente amministrazione comunale voleva privatizzare i nidi e ci fu una sollevazione popolare. Non sarei mai stata d’accordo a riproporla adesso. Ho rimesso nelle mani del sindaco la mia delega come componente del Tavolo permanente per la gestione dell’emergenza Covid-19 perché ero stata delegata come rappresentante della maggioranza. Se il sindaco vuole che io continui a far parte del tavolo, lo posso anche fare, ma non come rappresentante della maggioranza».